venerdì 29 luglio 2005

    pagina 28 - Economia

    Offensiva del premier anche sulla moneta: "L´euro di Prodi ci ha fregato". La Camera approva il Dpef
      Berlusconi attacca Montezemolo
      «Lui e Billè sanno solo criticare»

      Il leader di Confindustria: da noi proposte concrete

      ROBERTO PETRINI

      ROMA - Il Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria 2006-2009) riceve il via libera anche dalla Camera e Berlusconi passa ancora al contrattacco. Stavolta nel mirino ci sono il presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e quello della Confcommercio Sergio Billé accusati di non aiutare il governo a trovare soluzioni per il rilancio dell´economia: «I vari presidenti di Confindustria e Confcommercio, che fanno discorsi ormai politici, ci dicono cosa dobbiamo fare ma si dimenticano di dirci con quali mezzi». Immediata la risposta del presidente degli industriali: «Noi abbiamo avanzato soluzioni concrete e possibili, molte delle quali a costo zero, al governo - lo dico con il massimo rispetto - spetta la responsabilità di scelte necessarie e coraggiose», ha replicato Montezemolo.

      Berlusconi è tornato a polemizzare anche sul tema della moneta unica europea. «L´euro di Prodi ci ha fregati tutti», ha detto parlando al Consiglio nazionale di Forza Italia. In questo caso la replica è giunta direttamente da Bruxelles: il portavoce della Commissione Michael Mann ha risposto laconicamente spiegando che «l´euro non ha causato problemi ed è una buona cosa per l´Europa».

      Berlusconi ha anche rilanciato la promessa di una riduzione dell´Irap per 12 miliardi in tre anni ed è tornato ad invocare l´ottimismo. A diffondere il pessimismo, ha detto, è la sinistra, amplificata dai media, che mostrano «un panorama di disagio e disfattismo». Quanto alle imprese , il premier ha aggiunto che «quelle che conoscono la crisi, sono quelle che realizzano prodotti che non sono più in grado di stare sul mercato»: per queste aziende - ha concluso - il governo «non può fare nulla».

      In occasione dell´approvazione della risoluzione di maggioranza sul Dpef è intervenuto in Parlamento il ministro dell´Economia Siniscalco. I conti pubblici italiani, ha detto, mostrano segni di «miglioramento strutturale» e tassi di crescita del Pil al 2-3 per cento «sono certamente alla nostra portata». Il fabbisogno di cassa - ha spiegato - a luglio è «perfettamente in linea» con quello dello scorso anno e il Pil mostra i «primi timidi segnali di ripresa». Anche se ha ammesso le difficoltà del paese: «La nostra economia - ha detto - in questo momento non è brillante, inutile negarlo».

      Il ministro ha replicato alle critiche piovute sul Dpef. «Non siamo stati né timidi né reticenti. Anzi, siamo stati al limite del crudo», ha detto rispondendo a Fassino. Piccola polemica anche con il governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio che, nel corso dell´audizione, aveva detto che la regola del 2 per cento quest´anno non è stata applicata. «Ho sentito in Commissione affermazioni onestamente un po´ superficiali - ha detto Siniscalco -. Il 2 per cento non va parametrato al totale della spesa, ma ai sottoinsiemi che erano considerati giacché la spesa sociale era esclusa».