Inoltre per domani le tre sigle sindacali hanno organizzato un presidio davanti l’ospedale di Belluno con attività anche di volantinaggio alla popolazione. Molte sono le questioni sul piatto, oltre al contratto non rinnovato. «Abbiamo chiesto un aumento di almeno 90 euro mensili, ma la controparte ci ha offerto soltanto 50 euro», precisa Mazzorana, «c’è poi la questione della malattia. Nel contratto di lavoro è previsto, infatti, che i primi tre giorni di malattia vengano pagati al 100 per cento dall’azienda, mentre gli imprenditori vorrebbero togliere questa possibilità, lasciando quindi, che il lavoratore non percepisca i soldi per i primi tre giorni o che sia pagato soltanto al 50%. Si tratta», precisano i sindacati, «a nostro parere di una cosa inaccettabile oltre che inammissibile visto che va contro i diritti del lavoratore». Tra i temi dell’iniziativa anche la questione degli appalti. «Secondo l’articolo 4 del contratto collettivo di lavoro», continuano i tre segretari di categoria, «in presenza di un cambio di società appaltatrice ai lavoratori della precedente ditta viene garantito il lavoro e le stesse condizioni di impiego. Gli imprenditori, invece, non vogliono riconoscere queste condizioni. Rispetto a questo, inoltre, come sindacati, abbiamo proposto di introdurre delle regole di gara per gli appalti che non solo tutelino i lavoratori, ma anche le aziende stesse. Infatti, molto spesso le imprese che agiscono in modo regolare, hanno difficoltà di vincere gli appalti in quanto quelle che magari non pagano i contributi possono permettersi di andare al ribasso. Credo che sia interesse comune quindi aderire a queste regole. Speriamo che i titolari lo capiscano». |
Belluno. Scioperano due giorni gli addetti alle pulizie
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021