Il braccio di ferro ingaggiato da Filcams, Fisascat e Uiltucs anche in provincia di Belluno, riguarda in particolare la Confcommercio, che ha rotto le trattative nell’ultimo tavolo che si era aperto sul rinnovo del contratto. «Noi», hanno spiegato ieri i sindacalisti Milena Cesca, Dario De Biasi e Renato Candeago, «è la prima volta che vediamo la contropatre rompere le trattative. Senza tener conto del fatto che la stessa piattaforma è stata presentata sia alla Confesercenti che alle associazioni delle cooperative e con queste le trattative vanno avanti tranquillamente». Per questo il dito puntato è solo nei confronti della proprietà di certa grande distribuzione: da Billa a Famila, a Carrefour fino a Auchan. «Abbiamo chiesto un aumento contrattuale di 78 euro al 4º livello», spiegano i segretari provinciali di categoria, «poi miglioramenti su part time, contratti a termine e aprendistato, la riduzione della precarietà e una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro, ma Confcommercio si è rifiutata di accettare qualsiasi cosa: anzi ha abbandonato il tavolo, cosa mai vista». Un altro no dei datori di lavoro è sul rilancio dell’assistenza sanitaria. Confcommercio, dopo alcuni rinvii sulla piattaforma sindacale, ha deciso di dire no a tutto: «Ha sostenuto che la nostra piattaforma costerebbe il 9 per cento in più e che il costo del lavoro qui è il più alto in Europa. Quindi nessun aumento». «Noi non chiediamo la luna, sappiamo benissimo che ci sono dei problemi: vorremmo solo che la flessibilità non diventi ulteriore precarietà», spiega Milena Cesca (Fisascat). «E’ per ridare dignità ai lavoratori che è stato indetto questo sciopero e per fare in modo che si riapra il tavolo nazionale», continua Renato Candeago, Uilutcs. E per premere ancora di più sul settore, le categorie hanno coinvolto anche consumatori e clientela: «Stop al carrello è l’iniziativa con cui chiediamo alla gente di non fare la spesa in quei giorni», sottolinea Dario De Biasi, Filcams, «stiamo facendo volantinaggio ma anche assemblee nelle fabbriche tessili e metalmeccaniche perchè non facendo la spesa si incida anche su una diminuzione degli introiti nella grande distribuzione». (cri.co.) |
Belluno. Commercio a braccia incrociate
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021