Pagina III - Bari Aperti almeno per trenta domeniche all´anno. Niente licenziamenti. E la possibilità di effettuare altre otto aperture festive, se si finanzieranno iniziative culturali in città. Dopo un braccio di ferro lungo due mesi, l´amministrazione comunale è riuscita a trovare un accordo con la grande distribuzione, i piccoli commercianti e i sindacati per le deroghe sulle aperture domenicali degli esercizi comunali in città. L´incontro è durato più di cinque ore e un certo punto la situazione sembrava essersi definitivamente arenata: per sbloccarla è dovuto intervenire direttamente il sindaco, Michele Emiliano, che insieme con l´assessore al commercio Sergio Ventrella è riuscito a far firmare alle parti l´accordo. I negozi e gli ipermercati di Bari potranno lavorare il 26 marzo, il 2, il 23 e il 30 aprile, il 15, 22 e 29 ottobre, il primo novembre e in tutte e quattro le domeniche del mese. D´estate sarà consentito avere le serrande alzate anche nelle otto domeniche di luglio e agosto, e il 3 settembre «in virtù - si legge nel verbale d´accordo - del riconoscimento di città turistica». Queste 22 domeniche si vanno così a sommare alle otto previste dalla legge regionale: le tre già effettuate a gennaio, la prossima del 5 e le quattro di dicembre. Sulla base di questo accordo, dunque, i negozi saranno quindi costretti a rimanere completamente chiusi a maggio e giugno. Mentre apriranno soltanto una domenica a febbraio, marzo e settembre. Sarà proprio in questi mesi che potrebbero essere spalmate l´ulteriore pacchetto di otto aperture. Pacchetto che sarà valutato nel corso di un tavolo tecnico sul commercio, da convocare nei prossimi 15 giorni. E possibile soltanto se grande distribuzione e commercianti diano la disponibilità a finanziate «eventi di carattere culturale e attrattivo al fine di implementare il flusso turistico». L´accordo sembra soddisfare tutte le parti. A partire dai sindacati, preoccupati per i tagli annunciati dalla coop. «I 54 posti di lavoro a Ipercoop sono salvi» spiega Gaetano Morgese, segretario provinciale della Filcams Cgil. «Le procedure resteranno aperte per gli 84 lavoratori di Carrefour. Il procedimento di mobilità era stato aperto molto prima e con questa storia delle domeniche non avevano nulla a che fare». Il sindacato considerano una grande vittoria «aver permesso ai lavoratori di rimanere per 22 domeniche a casa» ma soprattutto sottolineano di essere riusciti ad ottenere la chiusura obbligatoria degli esercizi commerciali in giorni particolari di festa, come il 25 aprile, il primo maggio o il 2 giugno». |
Bari. Pace sulle domeniche, minimo 30
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021