| SABATO, 22 NOVEMBRE 2003 |
| Pagina IX - Bari |
| IL CASO |
| I titolari hanno chiesto di essere ascoltati dal pm Savasta |
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Gruppo Ferri, altri indagati "Troppe protezioni dall´alto" |
| "È verosimile che i responsabili si sentissero al riparo da ogni controllo" |
| GIULIANO FOSCHINI |
Secondo quanto stabilito dalle indagini condotte dal pubblico ministero Antonio Savasta, infatti, la relazione che avrebbe dovuto stabilire se ammettere la società all´amministrazione straordinaria oppure dichiararne il fallimento, si basava su "fatti insussistenti". Fatti tanto poco credibili che, si legge nell´ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Michele Nardi, è verosimile che gli indagati si ritenessero al riparo da ogni controllo. Se la faccenda si delineasse in questo senso, si potrebbe parallelamente aprire dunque uno scenario politico, visto il rapporto fiduciario che esisteva tra i tre tecnici e alcuni alti dirigenti del ministero dell´Industria. Tra l´altro gli stessi commissari erano stati incaricati dal Tribunale di Milano anche di curare l´iter fallimentare di un´altra società del gruppo, la Ferri srl. Dimessisi da tutti gli incarichi, i professionisti sono ora agli arresti domiciliari in seguito anche alle «preziose dichiarazioni che hanno rilasciato», come dice lo stesso Savasta. Dichiarazioni che hanno portato anche all´iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati. Nel contempo l´avvocato Sisto ha chiesto al gip una nuova perizia contabile «in modo tale da chiarire come effettivamente stanno le cose». Intanto la sezione fallimentare del tribunale di Trani ha invitato il ministero dell´Industria a nominare entro martedì prossimo tre nuovi tecnici. Per ottenere la nuova decisione sull´esito societario (non legata in nessun modo alla vicenda penale) si dovrà comunque attendere il 2004. |