| BARI | |
| MARTEDÌ, 13 APRILE 2004 | |
| Pagina IX - Bari |
| Il provvedimento dopo il fallimento di Logistica e la liquidazione di Arepo |
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Ferri, il crollo dell´impero anche il marchio a rischio |
| Milano presto sancirà la fine della srl |
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Proprio su questa società si erano concentrate le attenzioni del custode giudiziale, Agostino Meale, che già nella sua prima relazione inviata al pubblico ministero Antonio Savasta aveva individuato la Srl come la "core business" del gruppo, l´azienda su cui puntare per il rilancio di tutto il gruppo. La Srl - che gestisce un centinaio di punti vendita e ha 129 dipendenti (i titolari dei franchising) - era l´unica a mantenere il rapporto diretto con la clientela e, forte della storicità del marchio, secondo Meale poteva essere la sola impresa delle diciotto della holding a continuare l´esercizio. Il fallimento della Logistica, che serviva da magazzino ai punti vendita, e la liquidazione dell´Arepo (la società che aveva rilevato i punti vendita sani del gruppo), hanno però bloccato sul nascere ogni progetto. Il tracollo del gruppo Ferri era cominciato nel gennaio del 2002 quando le banche vista l´importante esposizione debitoria avevano chiuso i fondi. A quel punto la famiglia coratina aveva cominciato a rivolgersi a società di factoring vantando crediti, a detta dei magistrati, fasulli. Dopo aver ottenuto circa 50 milioni di euro, i Ferri avrebbero cominciato a spostare denaro da una società all´altra. Denaro che, sostiene il pm Savasta, sarebbe poi improvvisamente scomparso. Gli inquirenti hanno stimato che il movimento di denaro complessivo è stato di 400 milioni di euro. I finanzieri del Gico ne hanno ritrovati soltanto 100. Da qui l´accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta preferenziale. Il legale della famiglia, Francesco Paolo Sisto, ha sempre rigettato tutte le accuse attribuendo il crac economico a una cattiva gestione economica dei punti vendita. |