13 novembre 2003
| Pagina 26 - Cronaca |
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Bar e ristoranti, stop al fumo Un anno per adeguare i locali pubblici. Ecco le regole
"Sì all´aumento del costo delle sigarette, anche per ridurre il consumo tra i giovani"
Domani, infatti, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge "comunitaria" che comprende anche il via libera al Decreto del presidente del Consiglio sulla "tutela della salute dei non fumatori". Passati quindici giorni, il governo varerà il decreto che è rimasto lettera morta per undici mesi. Il primo intoppo al ministero delle Attività produttive, quando il ministro Marzano tentò di modificare il decreto per agevolare i proprietari dei piccoli ristoranti. Superato il primo scoglio di traverso si sono messe le Regioni, che reclamavano il loro coinvolgimento in virtù della loro competenza esclusiva nella gestione della salute sul territorio. Raggiunto l´accordo con la Conferenza delle Regioni, il testo del decreto è ormai pronto. Così, a partire da gennaio, le centinaia di migliaia di proprietari di locali aperti al pubblico dovranno rimboccarsi le maniche e iniziare i lavori. Le norme sono rigide: stanze per fumatori blindate, non di passaggio con le zone riservate a chi non ha il vizio delle sigarette. Adeguati sistemi di ventilazione forzata che producono almeno 30 litri al secondo di aria supplementare per ogni persona che può essere ospitata nella sala per fumatori. Ma non basta. La progettazione, installazione, manutenzione e collaudo degli impianti dovranno essere conformi alle norme e certificati da organi pubblici. E se i sistemi di ventilazione dovessero guastarsi o funzionare male, i locali per fumatori, di superficie inferiore alla metà di quella complessiva aperta al pubblico, saranno chiusi fino al termine delle riparazioni. E le sanzioni? «Abbiamo ancora tempo - risponde il ministro Sirchia - c´è un anno di franchigia che utilizzeremo per concordarle con i ministeri della Giustizia e degli Interni». Lei auspica un aumento del costo delle sigarette. Perché? «Il 10 per cento dei fumatori s´ammala e il danno si riflette sul Servizio sanitario nazionale - spiega - il costo è di 20 miliardi l´anno e questa cifra non viene ripagata da nessuna tassa. Ma l´obiettivo è anche quello di limitare il consumo specie tra i giovani, usando i soldi in più per la prevenzione sul cancro e la ricerca». |