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10.07.2002 Art.18, la deroga dura tutta la vita di Felicia Masocco Parole pronunciate in mattinata a margine dell’assemblea di Confartigianato e riportate, virgola in più, virgola in meno, da tutte le agenzie di stampa. Parole rimarcate dal silenzio imbarazzato del resto del governo (a parte un tardivo Buttiglione, «nessuno tenti di forzare il Patto») che a quattro giorni dalla sigla del Grande Patto rischia di vedere incrinato il rapporto con i sindacati «dialoganti». Ed è in particolare Savino Pezzotta ad insorgere: «Non sta nè in cielo nè in terra. L’articolo 18 non è un diritto individuale ma si applica alle imprese. Marzano si corregga», tuona il segretario della Cisl. Passa qualche ora ed ecco che il ministro decide di «accogliere» il suggerimento del sindacalista e si vede costretto al dietro-front: «Sono d'accordo con il segretario generale della Cisl quando afferma che la sperimentazione sull'articolo 18 si applica alle imprese e non al singolo». Il resto il ministro lo attribuisce a «interpretazioni a mezzo stampa». Eppure tra i tecnici che stanno lavorando al decreto di attuazione della delega, che devono insomma scrivere la norma sul cosiddetto «computo», pare prevalga proprio l’orientamento di confermare l’esclusione dell’articolo 18 anche dopo i tre anni della sperimentazione. A questo punto è probabile che giungano a più miti consigli, perché quello che si è scatenato è un vero putiferio. Anche la Uil ha infatti mostrato di non gradire l’esternazione di Marzano, «per quel che riguarda l'articolo 18 il testo è chiaro: la deroga è a termine. Solo un avviso comune, una volta constatate le risultanze alla fine del biennio, potrà decidere il futuro di questa deroga», manda a dire il numero due di via Lucullo Adriano Musi. Insomma, chi ha firmato l’intesa almeno su questo punta i piedi. Cisl e Uil in queste ore e giorni si apprestano a far digerire il Patto ai propri organismi dirigenti e ai propri iscritti. Lo stop di Pezzotta arriva infatti nel mezzo di una conferenza stampa convocata per annunciare che dal suo parlamentino, il Consiglio generale Cisl, è arrivato il sì alla firma del Patto ed è un sì unanime: «Così - spiega Pezzotta - viene eliminato quel fastidioso parlare di divisione nel gruppo dirigente della Cisl, che non è mai esistito». Esiste invece, per il leader Cisl una differenza tra chi ha firmato il patto per l'Italia e chi non l'ha fatto, cioè «tra un sindacato riformista e un sindacato che ha preso una deriva massimalista che non si sa dove la porti», attacca il leader Cisl e il bersaglio è Sergio Cofferati. Il segretario generale della Cgil non si scompone più di tanto e interpellato sullo «scivolone» di Marzano si limita a dire «Chiedete a chi ha firmato...». |
Art.18, la deroga dura tutta la vita
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021