DEL LUNED?
    luned? 27 febbraio 2006


    Pagina IX - IMMIGRAZIONE E LAVORO

    Arriva un esercito di 45mila colf e badanti
      In aumento il numero di regolari ma continuano anche gli impieghi ?in nero? - Nascono sportelli informativi per anziani


      Chiara Conti

      In arrivo un esercito di 45mila nuove forze fra badanti e colf. ? questa la quota loro riservata dal nuovo decreto flussi: su 170mila ingressi extraUe previsti in totale - esclusi i 50mila stagionali - significa che pi? di un lavoratore su tre svolger? queste mansioni presso le famiglie italiane.

      Cresce il numero delle assistenti familiari che sbarcheranno nel nostro Paese - senza per questo eliminare le numerosissime presenze irregolari, anch'esse in continua crescita -, ma sale anche la domanda di queste competenze, "spinta" dall'aumento degli anziani e dallo scarso appeal di queste attivit? tra gli italiani.

      E se il "passaparola" delle referenze resta ancora lo strumento di reclutamento per eccellenza, ? altrettanto vero che a livello locale qualcosa si sta muovendo. Contro il lavoro "nero" domestico Comuni, Provincie e Regioni stanno imparando a lavorare in team. Per agevolare l'incontro tra domanda e offerta lavorativa e rendere pi? trasparente il rapporto di lavoro subordinato, nascono punti informativi ma anche veri e propri elenchi in cui figurano i nominativi di persone qualificate, una garanzia anche per i datori di lavoro in termini di professionalit? e affidabilit?.

      In Emilia Romagna alcune istituzioni hanno creato una rete articolata ed efficiente. Nei comuni di Modena, Bologna e Reggio Emilia prima si ? partiti con il progetto ?Madreperla? che aveva come mission la formazione dei tutor e degli operatori sociali per formare a loro volta le nuove leve, dopo di che si ? passati a costituire un elenco per coloro che forniscono assistenza familiare privata, riprendendo un progetto suggerito dallo stesso professor Biagi (si veda il servizio qui sotto).

      A Milano nel 2005 ? nato un Albo che oggi conta circa 250 collaboratrici domestiche e badanti, mentr un'altra ottantina ? in attesa di iscrizione. Dopo la prima fase di sperimentazione in cui si ? riscontrato che la domanda di assistenza ad anziani e malati si concentrava soprattutto verso la "convivenza" con l'assistito piuttosto che "a ore", si sta cercando di realizzare un flusso pi? continuo di risorse. Tra i requisiti richiesti per gli stranieri il permesso di soggiorno in regola e l'assenza di condanne penali, a cui si aggiunge un titolo professionale riconosciuto valido da una commissione di esperti.

      Il Comune di Roma nel 2003 ha avviato il progetto che prevede corsi di formazione gratuiti - pi? un anno di contributi all'Inps pagati dall'amministrazione al posto del datore di lavoro - e che ha portato alla redazione dell'Albo in cui attualmente sono gi? registrate pi? di 260 persone.

      In altre realt? sono stati istituiti sportelli informativi sia per gli immigrati che per gli anziani: cos? in Veneto, dove ne esistono una decina, ma anche a Mantova, Udine, Bolzano. In Piemonte - fra le altre, la Provincia di Vercelli - per favorire l'inserimento lavorativo sul territorio, ha avviato corsi di formazione e aperto "info point" presso i Centri per l'impiego in cui mediatori culturali supportano gli stranieri per tutte le pratiche che li riguardano.

      Non mancano anche gli interventi per rendere pi? semplice la presentazione delle domande. La Provincia autonoma di Trento, ad esempio, ha deciso di anteporre il bisogno alla velocit?: le quote per lavoratori domestici, entro 20 giorni dalla partenza della corsa alle quote, saranno assegnate dando la precedenza a badanti e a seguire a baby sitter. Di conseguenza le domande presentate per le altre tipologie andranno in coda, indipendentemente da data e orario stampati sulla raccomandata.