6 novembre 2002
Maroni vuole rafforzare gli aiuti alle famiglie, Abi disponibile: la misura potrebbe «muovere» 2,5 mld €
Ai giovani mutui a tasso zero
Vertice di maggioranza - Centro-destra diviso sugli Lsu, la Lega protesta: pochi gli sgravi per il Nord
ROMA. Mutui a tasso zero per l’acquisto della prima
casa da parte delle giovani coppie. L’ipotesi è allo studio
del ministero del Welfare e si connette agli interventi in
favore delle famiglie «di nuova costituzione», contenuti
nel maxi-emendamento alla Finanziaria all’esame della
Camera. La misura potrebbe — a parere del ministero
— "movimentare" una somma superiore ai 2,5 miliardi
di euro. Per questo, lo stesso Maroni incontrerà nei
prossimi giorni i vertici del mondo bancario, che già ieri
attraverso il presidente dell’Abi, Maurizio Sella ha
annunciato la sua disponibilità a valutare l’iniziativa. «In
questo modo — ha spiegato Maroni — puntiamo ad
attuare l’articolo 29 della Costituzione, che tutela la
famiglia fondata sul matrimonio».
«Niente altro che una partita di giro», è la replica
dell’opposizione. Si tratta di «fondi fantasma per ingannare
l’opinione pubblica». Allo studio è anche un eventuale
bonus di 1.000 À per l’acquisto dei beni di prima
necessità, connessi all’arrivo di un nuovo nato (tra cui
pannolini e latte in polvere), probabilmente subordinati a
un determinato tetto di reddito. Novità in arrivo anche
per gli Enti locali. Nel corso di una lunga riunione di
maggioranza, alla presenza del ministro dell’Economia,
Giulio Tremonti, è stato messo a punto ieri sera
l’emendamento del Governo che verrà tra breve formalizzato
in Aula. Agli Enti locali e alle Regioni verrà data certezza
sull’utilizzo dello strumento delle cartolarizzazioni.
L’orientamento del Governo è di confermare la linea
Eurostat, consentendo la dismissione del patrimonio
immobiliare attraverso la cartolarizzazione come
strumento di copertura per i disavanzi di bilancio.
In linea con i "paletti" di Bruxelles, non si potranno
cartolarizzare i flussi futuri.
Gli Enti locali saranno inoltre esclusi dal blocco imposto
dal Governo relativamente alle spese per acquisti di beni
e servizi.
La riunione è servita anche a operare un’ulteriore
selezione degli emendamenti della maggioranza, che a
questo punto dovrebbero essere ridotti al minimo e
probabilmente condensati in alcuni emendamenti "mirati"
del relatore Angelino Alfano.
Il maxi-emendamento, e relativi subemendamenti, sono
stati esaminati ieri per l’intera giornata dalla commissione
Bilancio della Camera. A partire da oggi, l’Aula
riprenderà l’esame della Finanziaria con le prime votazioni
sui singoli articoli.
La vigilia dell’avvio delle votazioni ha visto la maggioranza
spaccarsi sia sull’emendamento proposto dal
leghista Giancarlo Pagliarini per estendere il credito
d’imposta anche alle aree disagiate del Centro-nord,
respinto dalla commissione (si veda altro articolo in
questa pagina), sia sulla proposta di Silvio Liotta (Forza
Italia) sui lavori socialmente utili, approvato dalla commissione
nonostante il parere contrario del Governo. In
particolare l’emendamento incrementa da 244 a 324
milioni di À il tetto per la cassa integrazione, destinando
appunto 80 milioni ai piani di reinserimento dei lavoratori
socialmente utili di Palermo. Ma in serata, dal vertice
di maggioranza, sono emerse aperture che dovrebbero
consentire di far rientrare il malumore della Lega.
Dai deputati di Forza Italia firmatari delle varie proposte
di condono (fiscale, edilizio e sulle multe autostradali),
giunge intanto conferma della disponibilità al ritiro, a
patto che venga accolto dall’Aula un ordine del giorno
che impegni il Governo a valutare almeno la trasformazione
del concordato fiscale in condono, in sede di
seconda lettura al Senato della Finanziaria.
D.PES.