14 novembre 2002
Accelerano nel trimestre
le vendite di Rinascente
MILANO. Mentre sta procedendo con successo
l’Opa totalitaria lanciata da Eurofind
(Ifil-Auchan) su Rinascente, il gruppo milanese
di grande distribuzione ha comunicato i
risultati dei primi nove mesi, chiusi all’insegna
di una confortante crescita, malgrado —
si legge in una nota emessa al termine del
consiglio della società svoltosi nel quartier
generale di Milanofiori. Nei primi nove mesi
del 2002 il gruppo Rinascente ha realizzato
vendite per 4,3 miliardi di euro (+6,1% rispetto
allo stesso periodo del 2001). Divergente
l’esito dei risultati sul fronte dell’utile
operativo e di quello netto: quest’ultimo è
sceso a 0,1 milioni da 2,1 milioniln del 2001
mentre il risultato operativo lordo è salito
dell’11,4% a 194,5 milioni. Per l’intero 2002
il gruppo conferma le previsioni di miglioramento
del risultato di gestione, mentre il
risultato netto dovrebbe registrare una moderata
flessione.
Nella nota il gruppo Rinascente sottolinea
che sul risultato netto pesa un aumento degli
oneri finanziari e dell’ammortamento dell’avviamento
in conseguenza dell’evoluzione degli
investimenti e delle acquisizioni effettuati,
oltre che un maggior carico fiscale. Il
risultato della gestione al 30 settembre è
stato pari pari a 46,9 milioni con un incremento
del 15,5 per cento, mentre la posizione
finanziaria netta alla stessa data presenta
un indebitamento netto di 426,8 milioni contro
373,1 milioni di fine giugno. Il miglioramento
della gestione deriva in particolare dal
buon andamento delle vendite oltre che dal
contenimento dei costi e dalla contribuzione
delle recenti acquisizioni effettuate nell’area
dei supermercati.
In particolare nel terzo trimestre le vendite
del gruppo Rinascente hanno registrato un
progresso del 10,2%, una percentuale di gran
lunga superiore a quella evidenziata nel primo
semestre dell’anno in corso (+3,9%).
Quanto alla gestione finanziaria, essa ha prodotto
al 30 settembre 2002 oneri finanziari
netti per 3,5 milioni di euro contro proventi
per 2,6 milioni nel 2001. La variazione negativa
di 6,1 milioni è dovuta sostanzialmente
all’aumento dell’indebitamento medio per
gli investimenti effettuati connessi sia allo
sviluppo che a nuove acquisizioni (in particolare
il 20% della Galleria commerciale Porta
di Roma Spa nonché il 40% della Gran
Commercio in Sicilia e il 49% del Centro
commerciale C’è che gestisce due super a
San Marino).