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sezione: ITALIA - LAVORO data: 2004-06-15 - pag: 23 autore: C.PAS. |
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Occupazione / Insieme Welfare, Regione Veneto, Italia Lavoro e Patriarcato A Venezia progetto-pilota per le badanti |
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VENEZIA • Il Patriarcato di Venezia diventa mediatore di lavoro. Lo fa per cercare di risolvere un problema storico quanto incancrenito, quello delle badanti. Con Italia Lavoro, e con il supporto del ministero del Welfare e della Regione Veneto, il Patriarcato ha creato un’Agenzia che si occuperà di mettere assieme organicamente domanda ed offerta e di formare professionalmente le badanti sia qui che nei Paesi d’origine. Il fenomeno delle badanti, cioè di quelle donne provenienti solitamente dall’Est europeo che assistono persone anziane e disabili, ha assunto ormai dimensioni vaste. Nel solo Veneto si calcola ce ne siano 40mila, regolarizzate solo per il 40 per cento. «Noi calcoliamo — dice mons. Dino Pistolato, responsabile della Caritas veneziana — che oggi nelle case del Nord-Est circa il 68% degli aiutanti familiari siano irregolari». Dietro a questa situazione si sono creati ampi spazi di criminalità. Dai racket che in partenza e in arrivo controllano, con la gestione dei visti turistici questi flussi e piazzano le donne, ai veri e propri ricatti che si verificano nelle famiglie con le badanti regolari a tirare il prezzo e quelle irregolari spesso sotto la minaccia di essere rispedite a casa. L’Agenzia punta a infrangere questo sistema, a trasformare quello delle badanti in un segmento regolare del mercato del lavoro. A finanziare questo progetto sperimentale, che avrà durata di due anni, ci sono 1,8 milioni del ministero del Welfare che vanno a raccordarsi con altri interventi regionali e statali che hanno lo stesso obiettivo. «Siamo esattamente — osserva il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi — in linea con la collaborazione fra pubblico e privato che stiamo perseguendo con la Borsa del lavoro». Il primo sportello della nuova Agenzia aprirà a Venezia a settembre, entro l’anno dovrebbero aprire filiali in tutte le province venete per arrivare a metà 2005 ad undici sportelli fra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Tre gli obiettivi di fondo dell’iniziativa: dare un sistema di regole e certezze al gioco della domanda e dell’offerta di lavoro; selezionare e formare anche nei luoghi d’origine le badanti con un minimo di conoscenza dell’italiano e con una preparazione para-infermieristica; aiutare le famiglie nella gestione del rapporto di lavoro e negli adempimenti burocratici. |
A Venezia progetto-pilota per le badanti
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021