16 settembre 2002
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A ottobre riprende la corsa all'anzianità
 Previdenza - All'inizio del prossimo mese si apre una nuova finestra di uscita - Aumenta il numero dei pensionamenti anticipati M.Pe.
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Come previsto, la corsa alle pensioni di anzianità continua inarrestabile. Nei primi cinque mesi di quest'anno l'Inps ha liquidato tanti assegni (90.665) di questo tipo a ex lavoratori dipendenti privati quanti ne liquidò nell'intero 1998 (90.585). E all'Inpdap la cessazione "volontaria" dal servizio (la pensione anticipata) costituisce sempre - con il 50-60% - il principale motivo del pensionamento. Nei primi sei mesi di quest'anno l'Inps ha accolto 128.346 domande: 26.351 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con una crescita pari al 25,88 per cento. Complessivamente, a ottenere il via libera sono state 378.740 richieste di pensionamento: il 19,33% in più rispetto al primo semestre dello scorso anno. A guidare la fuga sono soprattutto gli iscritti nei cosiddetti fondi speciali Inps (ex fondo trasporti, elettrici e telefonici) con un balzo del 569,54% delle domanda accolte. L'andamento tendenziale delle domande - assicura in ogni caso l'Inps - è «perfettamente in linea con i dati previsionali dell'Istituto». Come dire: è sempre boom, ma lo si sapeva già. Anche il sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Alberto Brambilla, nega che ci siano problemi sul fronte delle pensioni di anzianità. «In realtà - ha detto - è aumentato il numero delle pratiche accolte. C'erano alcune pratiche inevase in giacenza dal l'anno scorso. Il trend è in linea. Anche nel giorno delle dimissioni da presidente dell'Inps, però, Massimo Paci ha ribadito che «bisogna aumentare l'età di pensionamento con un sistema di incentivi e disincentivi». E il disegno di legge delega del ministro del Lavoro Roberto Maroni punta a certificare il conseguimento del diritto alla pensione di anzianità al momento della maturazione dei requisiti per la pensione stessa e a introdurre sistemi di incentivazione di carattere fiscale e contributivo che rendano conveniente, per i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione di anzianità, la continuazione dell'attività lavorativa. |
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Tra due settimane si apre l'ultima "finestra" dell'anno per ottenere, avendone i requisiti, la pensione di anzianità. Dal 1º ottobre 2002 potranno ottenere il pensionamento anticipato tutti i lavoratori dipendenti del comparto privato che hanno maturato 35 anni di contribuzione (1.820 settimane utili) e 57 anni di età entro la fine di giugno di quest'anno, ovvero 37 anni (1.924 settimane) di assicurazione e 57 anni di età compiuti entro il 30 settembre. Stessa finestra per i lavoratori autonomi che hanno maturato almeno 35 anni di contribuzione e 58 anni di età o, in alternativa, almeno 40 anni di assicurazione a prescindere dall'età, entro il 31 marzo 2002. Interessati anche i lavoratori dipendenti del pubblico impiego con 57 anni di età al prossimo 30 settembre e 35 anni di contributi al 30 giugno scorso. Per i lavoratori dipendenti, quindi, per la finestra di ottobre (così come a luglio) il legislatore ha previsto la condizione del possesso dei 57 anni di età in ogni caso. Sono inefficaci i requisiti anagrafici ridotti richiesti ai lavoratori precoci, ossia quanti hanno lavorato per almeno un anno (52 settimane) tra il 14º e il 19º anno d'età, gli operai e i soggetti con qualifica equivalente. Di conseguenza, le norme di tutela applicabili a queste categorie di lavoratori, che consistono nella riduzione dell'età anagrafica da 57 a 55 anni per il 2002 e il 2003, richiesta in concorso con i 35 anni di anzianità contributiva, valgono solo per gli accessi al pensionamento anticipato di gennaio e aprile. Oltre alla possibilità di accesso al pensionamento anticipato con i requisiti anagrafici (età) combinati con quelli contributivi (35 anni, 1.820 settimane), ma soltanto per le finestre di gennaio e di aprile di ciascun anno, esiste anche un canale di accesso, valido per dipendenti privati e pubblici, che prevede soltanto il possesso di una maggiore anzianità assicurativa a prescindere dall'età anagrafica. Per la finestra di ottobre, i lavoratori dipendenti potranno utilizzare questa via alternativa con almeno 37 anni di versamenti obbligatori, figurativi e da riscatto (1.924 settimane) maturati entro il 30 giugno scorso e i 57 anni di età pur se raggiunti entro il giorno prima della decorrenza giuridica ed economica della pensione, ossia il 30 settembre. Per totalizzare i 37 anni di assicurazione è possibile sommare tutta la contribuzione accreditata sul conto individuale del lavoratore (obbligatoria da dipendenti, figurativa per malattia, figurativa per disoccupazione e altro). In ogni caso, però, almeno 35 anni (1.820 settimane) si devono raggiungere con la contribuzione effettiva da lavoro e con quella equiparata alla stessa, come la contribuzione figurativa per servizio militare, per maternità, per riscatto e per malattia specifica (Tbc). A cura di Roberto Urciuoli
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