| DOMENICA 15 FEBBRAIO 2004 |
| Pagina 10 - Economia | |
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"Un´indagine sui dati dell´Istat" Marzano: in tempi brevi i risultati dell´analisi sui prezzi le famiglie e la crisi
Ancora al centro delle polemiche il confronto tra inflazione ufficiale e inflazione "percepita" Consumatori all´attacco per il mancato ribasso del prezzo della benzina LUISA GRION
La parola quindi - dopo la marea di polemiche che investe l´Istituto ogni volta che rileva percentuali d´aumento dimezzate rispetto a quelle «percepite» - passa ai commissari. Troppo forte lo scarto fra il costo della vita ufficiale e quello denunciato dai consumatori. Troppo delicato il tema per non dare importanza alla loro rabbia. Marzano, il ministro che solo qualche giorno fa aveva accusato l´Eurispes di «demonizzare un istituto serio come l´Istat» chiedendosi anche quanto l´Eurispes stesso fosse «scientificamente attendibile e politicamente indipendente», ha deciso di cambiare strategia, pur non rinunciando a spendere una buona parola nei confronti dell´istituto centrale di statistica. «Trovo un po´ patetico - ha detto - che vengano evidenziati i dati Istat che tornano comodi e si ricorra ad altri istituti per quelli che invece non piacciono. I dati o si accettano o non si accettano». Comunque sia non sarà la relazione dei commissari a calmare la tensione che sta crescendo attorno al carovita. Un nuovo attacco al fronte dei prezzi è partito ieri dalla Unione dei Consumatori che ha ragionato sull´euro, sul dollaro e sul costo della benzina. In un anno e mezzo - rileva l´associazione - la moneta unica si è apprezzata di oltre il 53 per cento sulla valuta americana, mentre il prezzo del greggio è cresciuto di circa il 20 per cento. «Resta un margine di ribasso del 30 per cento che non è stato applicato - dice l´Unione - se così fosse si tradurrebbe in un risparmio fino a 9 centesimi sul prezzo della benzina e del gasolio da autotrazione». Più o meno 4 euro di risparmio al pieno. Consiglio che le compagnie non sembrano disposte ad accettare: l´Unione petrolifera ha piuttosto sottolineato che la recente decisione dell´Opec di tagliare la produzione di petrolio di un milione di barili al giorno (a partire dal primo di aprile) rischia di ripercuotersi anche sul prezzo della benzina. Anche per l´Intesa dei consumatori il quadro è nero. Secondo loro «Il 2003 è stato l´anno più drammatico per le famiglie italiane» durante il quale «l´elevato aumento dei prezzi ha bruciato il potere d´acquisto di oltre 1.600 euro», la crescita economica si è «azzerata», il risparmio tradito «ha bruciato miliardi di euro di oltre 800mila famiglie». Che fare? L´Intesa suggerisce: avviare una immediata svolta nella politica economica, applicare interventi decisi sui prezzi e anche sulle tariffe. |