Buoni pasto, commercianti pronti alla serrata Alfredo Zini, presidente dei ristoratori Epam, spiega: «Noi speriamo che la situazione venga risolta a livello nazionale: è necessaria una regolamentazione che impedisca alle imprese e agli uffici pubblici di strappare sconti troppo elevati alle aziende che emettono i ticket - osserva -. Oggi funziona così: le società emettitrici per vincere le gare d’appalto danno i buoni pasto a prezzi inferiori al loro valore e poi si rivalgono sugli esercizi pubblici, imponendo commissioni alle stelle». È il giorno della resa dei conti. «Le commissioni sono lievitate a tal punto da rendere sconveniente accettare i ticket - denuncia Ileano Maldini, presidente di Assofood -. Un problema a cui va ad aggiungersi quello dei buoni scaduti o falsi che bloccano i rimborsi». Dall’esasperazione allo sciopero il passo è breve, anche se l’ipotesi della serrata preoccupa un po’ i commercianti: a Milano i ticket muovono un giro d’affari giornaliero di 1.250.000 euro. «Respingerli sarebbe un soluzione estrema, non auspicabile - sottolinea Maldini, che per sciogliere il nodo confida ancora nel dialogo con le società emettitrici -. Alcuni ristoratori potrebbero non adottare la linea dura e spaccare così la categoria. Comincerebbe a regnare il Far West ». Ma per Zini non c’è scampo: «Se da Roma non arriva un segnale positivo - osserva - i buoni potrebbero non essere accettati più già da domani». Simona Ravizza Armando Stella
|
"Ticket" Milano. Commercianti pronti alla serrata
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021