gioved? 20 aprile 2006

    Pagina 5 - Capitale/Lavoro

    ?Temiamo violenze a maggio?
      Allarme delle agenzie interinali, che accomunano la sinistra e la Cgil con i ?casseurs?
        Il tavolo di Bersani
        Per il diessino il governo lancer?
        la concertazione sulla legge 30.
        Epifani: bisogna riscrivere tutto.
        Industriali: la Biagi non si tocca

        ANTONIO SCIOTTO
          Il tema della precariet? continua a infiammare il dibattito politico. Ieri il via ? stato dato da un comunicato del capo delle agenzie interinali, Michele Amoroso presidente di Confinterim, che ha lanciato l'allarme ?ordine pubblico? sulle manifestazioni del prossimo primo maggio. Un testo molto ideologico e poco misurato, che accomuna di fatto le posizioni della Cgil, quelle della sinistra e di tutti i sostenitori di un cambiamento radicale delle leggi sul lavoro con gli sfasciavetrine e i casseurs. Le agenzie interinali dicono di guardare ?con grande preoccupazione? ai cortei del primo maggio, e in particolare alla ?May day parade? organizzata a Milano e in altre citt? dai sindacati di base e dagli autonomi, temendo di diventare un ?bersaglio facile, in quanto unica espressione fisica e concreta delle ultime due riforme, la Biagi e il pacchetto Treu?.
            ?Subito dopo i risultati elettorali - spiega la Confinterim - c'? stata questa presa di posizione della Cgil contro la legge Biagi e improvvisamente ? tornato il connubio interinale uguale precariato. Il clima ? peggiorato - continua il comunicato - e il timore ? che le manifestazioni dei no global organizzate nel giorno della festa dei lavoratori finiscano per prendere di mira i circa 2500 sportelli aperti in Italia dal '97 a oggi. Un primo assaggio lo abbiamo avuto venerd? scorso a Napoli, quando un gruppo di militanti dei centri sociali e del sindacalismo di base ha occupato un'agenzia per il lavoro?. Confinterim si dice infine ?vicina alle posizioni della Cisl, nel dare tutele ai precari senza sconvolgere la Biagi, e d'accordo con chi vuole aumentare il costo del lavoro precario?, ma ?certe argomentazioni non scoraggiano i casseurs italiani, che a ogni manifestazione dell'estrema sinistra prendono di mira le agenzie di collocamento private?.
              Benzina sul fuoco a parte, dentro l'Unione si ? continuato a discutere sul futuro della legge 30, soprattutto dopo le dichiarazioni di Daniele Capezzone, della ?Rosa nel pugno?, che per l'ennesima volta negli ultimi giorni ? tornato a lodare le prese di posizione di Cisl e Uil, a favore del mantenimento della legge 30, attaccando pesantemente quella che ha individuato come ?l'asse della Cgil con i comunisti?, ovvero il sindacato con Prc, Pdci, Verdi e sinistra Ds, tutti per la sostanziale cancellazione della legge e la riscrittura della normativa sul lavoro (ovviamente con una Cgil pi? libera nel fare dichiarazioni, dato che non ha sottoscritto il programma, e i partiti pi? ?felpati?, avendo come base il testo dell'Unione).
                A Capezzone risponde subito Oliviero Diliberto (Pdci): ?Ci atteniamo al programma sottoscritto da tutti, senza polemiche, e diciamo no ai guastatori?. Per Cesare Salvi, della sinistra Ds, ?il programma dell'Unione ? chiaro: la forma ordinaria del contratto di lavoro deve essere il tempo pieno indeterminato; il punto di debolezza ? la disciplina del contratto a termine, regolata da una legge precedente fatta da Berlusconi?. Per Paolo Cento (Verdi) ?il governo dell'Unione aprir? una nuova pagina che consentir? pi? stabilit? e il reddito di cittadinanza per garantire tutti?. Mentre Rosi Bindi (Margherita) dice che ?non bisogna affrontare il tema in modo ideologico: la priorit? resta la lotta alla precariet?.
                  Ma dentro la coalizione del centrosinistra si fa spazio una nuova posizione, che ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani sembra aver accolto: discutere le nuove norme sul lavoro a un tavolo comune, attraverso il metodo della concertazione. A lanciare il futuro meeting sulla ?Biagi? ? Pierluigi Bersani, dei Ds: ?Sulla legge Biagi il programma dell'Unione ? chiaro - ha spiegato ieri a un convegno di Italianieuropei a Piombino, dove erano presenti anche Epifani e il vicepresidente di Confindustria Emma Marcegaglia - Abbiamo detto che noi apriamo i tavoli della concertazione su questo e tanti altri temi, che saranno oggetto di confronto, scambio e dialogo tra le forze sociali?. Epifani ha ribadito con chiarezza la propria posizione: ?Sulla legge 30 non ? possibile fare un taglia e cuci: bisogna mettersi tutti a un tavolo e riscrivere una nuova politica del lavoro - ha spiegato, sottolineando dunque che le semplici modifiche previste dal centrosinistra non basterebbero - Chiedo un'operazione chiara e trasparente?. Il leader della Cgil sarebbe stato il pi? applaudito al convegno organizzato dai ?riformisti? del centrosinistra: che la base, sul tema chiave del lavoro, la pensi diversamente rispetto alla maggioranza Ds?
                    Se davvero si vorr? concertare sulle modifiche alla legge 30, comunque, sar? compito arduo per il centrosinistra: dopo Epifani ha infatti parlato Emma Marcegaglia, ribadendo che ?la legge Biagi non si tocca: va completata con gli ammortizzatori sociali ma non si tocca?. Secondo la vicepresidente di Confindustria ?non ? la Biagi ad aver creato il precariato: il vero problema ? il 30% del lavoro sommerso?. Sulla legge 30 sono intervenuti anche il sottosegretario Maurizio Sacconi e il ministro uscente Giulio Tremonti: per il primo ?la confusione ? l'antipasto del governo dell'Unione?, mentre per il responsabile dell'economia, ineditamente in fase dialogante, ?si potrebbe anche votare una proposta fatta dalla futura maggioranza, se ci convincer?.