Pagina 10- Interni Telecom, bagarre della Cdl la politica Il Professore all?attacco: "Scenario simile a quello di Telekom Serbia, e si concluder? allo stesso modo". Ed ? subito polemica ROMA - L?avvertimento lo lancia subito. ?Non ? uno scenario diverso da quello architettato per Telekom Serbia. E si concluder? nello stesso modo?. Romano Prodi sceglie di attaccare, non di difendersi. Il Parlamento lo ha voluto in aula per il caso Telecom, per la bufera scatenata dal piano del suo collaboratore Angelo Rovati. E lui immediatamente mostra di non starci a farsi processare. L?equiparazione Telecom Italia-Telekom Serbia, con le ?accuse infamanti? che si ritorcono contro i loro autori, discende su una Camera ancora con il fiato sospeso. La maggioranza aspetta, l?opposizione si prepara alla battaglia. Che esplode pochi minuti dopo. E si concentra su una parola d?ordine: dimissioni. Nove volte Prodi inizia una frase, nove volte ? coperto da urla. ?Per me, in particolare sarebbe anche sconfessare parte della mia storia professionale, visto che da presidente dell?Iri... ? legge e rilegge. E? il cuore ideologico dell?intervento. Quello in cui non solo nega che il suo governo ?voglia perseguire una politica dirigista? in economia, ma presenta s? stesso come il campione di ?uno dei pi? consistenti processi di privatizzazioni intrapresi in Europa?. Il centrodestra insorge, lui ogni volta riparte dalla stessa frase. Atteggiamento ostentatamente tranquillo. Riordina i fogli, aspetta che il chiasso finisca. Riparte. Nulla da fare. Bertinotti, presidente della Camera, sospende la seduta, convoca i capigruppo. Riappaiono tre quarto d?ora dopo. E Prodi non cambia il tono piatto. ?Parlando dei rapporti fra Stato e mercato, dicevo... ? ? l?unica aggiunta al testo scritto. Poi via. ?Per me in particolare... ?. Due mondi si scontrano. Il premier tutto attento a compattare la maggioranza, dopo le incrinature all?esplosione del caso Rovati e con la montagna durissima della Finanziaria da scalare. Prodi diesel, marcia come se la tv non ci fosse. Fra gli avversari invece ? affilatissima la voglia di massacrare il premier nella diretta tv chiesta ed ottenuta. Giulio Tremonti ? il primo. ?Quando il presidente del Consiglio parla in Parlamento, deve dire la verit?. Lei oggi ha mentito. E? per questo che lei da oggi non pu? pi? governare questo Paese con la necessaria dignit?. Silvio Berlusconi ? nello scranno davanti. Prende qualche appunto. Parla solo con i giornalisti, alla fine. ?Sono rimasto senza parole, non c?? stato nessun chiarimento e quindi preferisco non parlare per carit? di Patria?. Gianfranco Fini accusa Prodi di aver ?tenuto all?oscuro anche gli alleati?, di aver ?sconcertato i mercati internazionali?, di aver ?mentito?, di ?comportamento infantile?. ?Deve trarre le conseguenze?. Ferdinando Casini riesce persino a farsi applaudire da Berlusconi. ?Noi siamo moderati, ma questo non significa che siamo ingenui e che ci facciamo raccontare favole?. Attacco su tutta la linea. Contrattacco su tutta la linea. ?Se qualcuno pensa a imbastire una campagna aggressiva sappia che trover? pane per i suoi denti? avvisa Piero Fassino. ?Tremonti, da ministro, per tre volte ha presentato una finanziaria palesemente fasulla? lancia. ?L?unico governo minato dal conflitto di interessi ? stato quello di Berlusconi?. Franco Giordano cita Confucio: ?Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito?. Il vero scandalo, dice il segretario di Rifondazione, sono le intercettazioni telefoniche. E difende pure l?idea di Rovati di rafforzare la presenza pubblica nelle telecomunicazioni. ?Rispetto a questa classe imprenditoriale italiana, ? giusto pensare a una netta inversione di tendenza, per salvare quello che pu? essere ancora salvato? concorda sul fronte dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto. |
"Telecom" Bagarre della Cdl
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021