venerd? 22 settembre 2006

    Pagina 20 - Economia e Finanza

    SVILUPPO TORNA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI LA RIFORMA DEL SISTEMA DEGLI INCENTIVI
      Lo Stato cerca ?giovani Tat?
      per gestire il rilancio del Paese
        Il piano Bersani ha superato le resistenze dei colleghi

        Roberto Giovannini
        ROMA
          Un nuovo sistema di fondi e incentivi per sostenere la finanza di impresa e per favorire competitivit? e innovazione. L’appello a ?tanti giovani Tat?, manager privati desiderosi di impegnarsi ?per dare una mano al Paese? e gestire i progetti e i finanziamenti per la ricerca e la produzione cui le imprese italiane grandi e piccole potranno chiedere di essere coinvolte.
            La nascita di una ?rete di protezione? in grado di salvare tempestivamente dalla chiusura le attivit? industriali in crisi. Una nuova disciplina dei brevetti. Il ritorno di Sviluppo Italia alla sua missione originaria nel Mezzogiorno, con l’abbandono di praticamente tutte le partecipazioni in societ? non strategiche o para-pubbliche. Infine, l’annuncio del varo di una sorta di ?spoils-system? anche per i vertici delle aziende partecipate dallo Stato. Tutte idee e progetti che per il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani dovrebbero servire a raggiungere un obiettivo ambizioso: ?riportare la parola “industria” al centro dell’attenzione di tutti. Perch? senza industria -spiega - questo paese non va da nessuna parte?.
              Proprio oggi Bersani - dopo un primo tentativo miseramente fallito a suon di accuse di ?dirigismo sovietico? (?accuse demenziali?, commenta ora) - ripresenter? in Consiglio dei ministri il suo disegno di legge (accompagnato da una delega legislativa) di riforma degli incentivi e del sostegno all’innovazione industriale. Non si prevedono pi? ostacoli da parte degli altri colleghi di governo, e semmai c’? la speranza di provare ad anticipare all’interno della Finanziaria due-tre misure di peso. Altre idee il ministro le sta rimuginando a proposito delle funzioni di Sviluppo Italia, che in pratica dovr? tornare alle origini, ovvero alla promozione degli investimenti, e ridurre al minimo le sue partecipazioni in attivit? imprenditoriali o in finanziarie regionali. E non sono esclusi blitz per ?risolvere? il problema dei manager inamovibili, a cominciare da uno dei casi dell’estate: la superliquidazione milionaria versata per ?convincere? a dimettersi il presidente delle Ferrovie Enzo Catania. ?Ogni governo avr? bene il diritto - dice Bersani - di poter dire la sua sugli assetti di vertice di aziende fondamentali. Sarebbe bene evitare che si ripetano casi in cui certe nomine vengano varate a due mesi dalle elezioni, per creare per due-tre anni un problema all’Esecutivo che verr?.
                Tre, come detto, sono le novit? principali del nuovo pacchetto Bersani su incentivi e innovazione. La prima, ? la nascita dei ?programmi di innovazione industriale?. Si tratter? di progetti mirati e destinati a produrre un ?risultato? (sulle biotecnologie piuttosto che sul sistema Gps Galileo, sull’infomobilit? o sull’efficienza energetica). Le imprese che chiederanno di farne parte potranno godere di incentivi ?classici? (soldi a fondo perduto) ma anche innovativi, come partecipazioni azionarie, servizi reali, inserimento in consorzi, e cos? via.
                  A gestire ognuna delle ?filiere? di questi programmi Bersani vorrebbe mettere un manager privato qualificato, non necessariamente strapagato: ?cerco dei “giovani Tat?” - afferma - insomma persone capaci che vogliano servire il loro Paese per un anno?. La seconda novit? ? che accanto al ?fondo per la competitivit? e lo sviluppo? (che sosterr? i programmi di innovazione) ci sar? un ?fondo per la finanza d’impresa?, che servir? per favorire l’accesso al credito e la patrimonializzazione delle aziende.
                    Infine, il pacchetto per le crisi d’impresa. ?Siamo partiti dalla constatazione - dice Bersani - che ? quasi impossibile far riaprire i battenti a un’industria che chiude. Spesso, basta pochissimo per evitare questa sorte che rappresenta un duro colpo per l’intero paese: una commessa, un finanziamento in tempi rapidi?. Una nuova ?unit? operativa per la crisi d’impresa? cos? vigiler? sulle aziende con pi? di 200 dipendenti per evitare l’insorgere di collassi produttivi o di insolvenze con appositi monitoraggi preventivi. E faciliter? il salvataggio in caso di sopravvenuta crisi.