Pagina 3 PrimoPiano LA STRATEGIA - PRODI AL SENATO IN UN’UNICA CIRCOSCRIZIONE? L’IDEA PIACE A FASSINO, MA BERTINOTTI E MASTELLA FRENANO Prima arma segreta: Francesco Boccia, il deputato della Margherita capace di mettere alle corde anche Casini con le sue stringenti interpretazioni del regolamento parlamentare, abilissimo nell’inguattare i deputati dell’opposizione nei corridoi, per poi farli correre a votare quando quelli della Cdl decidono così di andarsi a rilassare alla buvette, mandandoli regolarmente sotto. Secondo trucco: mandarli in tilt votando sì all’emendamento per le quote rosa fifty-fifty, ovvero un candidato-donna da alternare a ogni candidato-uomo, proposta altamente invisa alla Cdl. Terzo, la minaccia di abbandonare ogni sede istituzionale, a cominciare dalle commissioni parlamentari: idea nata in una rapida riunione della Margherita, lanciata da Lusetti e Realacci, rilanciata da Chiti, avallata da Marina Sereni, e sotto sotto bocciata da tutti i leader, con l’ovvia obiezione che difficilmente la cosa sarebbe capace di terrorizzare il centrodestra, al punto tale da bloccare la riforma elettorale. Quarto, già previsto da tempo: offrire al Franco Tiratore, di cui s’è però proprio ieri constatata l’estinzione, emendamenti allettanti, del tipo entrata in vigore della legge elettorale proporzionale nel 2011. Infine, non si esclude l’ipotesi di inscenare proteste d’Aula, ma si vedrà se poi è d’accordo il (proporzionalista) Paolo Cento, vera macchina da guerra della contestazione, che tuttavia giusto ier sera se ne stava tranquillamente a colloquio con un amico di sempre, Pier Ferdinando Casini. «Io speriamo che me la cavo», ecco, questa sembra essere la strategia del centrosinistra per i prossimi giorni, contro la legge elettorale proporzionale. Una tattica parlamentare che certamente metterà alle corde la pazienza della maggioranza, e di chi presiede l’aula, ma che difficilmente riuscirà a sortire l’effetto politico di affossare la legge proporzionale. Guadagnare un’ora, un giorno, «arrivare fino a sabato, mentre loro vorrebbero chiudere giovedì», si ragionava negli uffici del gruppo diessino alla Camera. E questo perché, dopo aver annunciato in piazza e con diretta televisiva, che ci si sarebbe strenuamente battuti in Parlamento, il rischio è di perdere la faccia. Ieri, alla fine della estenuante giornata, nei ranghi dell’opposizione c’era la palpabile consapevolezza che non si è solo perduto il primo round, ma che la partita è chiusa. La Cdl ha fatto muro, solo 5 franchi tiratori alla prima votazione, e non tira aria che nei prossimi giorni ne possano spuntare di nuovi. A dire «questa legge non passerà», è rimasto il solo Mastella. |
"StatoLiquido" E l’Unione già si attrezza per il dopo
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021