Pagina 25- Economia PROTESTE DI LOTTA E DI GOVERNO - IL LEADER DEI METALMECCANICI: ?IL MINISTRO NON PU? CONTARE SUL FATTO CHE ? STATO DEI NOSTRI, NON FAREMO SCONTI? riaccendono il duello Damiano-Cremaschi In vista della manifestazione di sabato crescono i malumori anche nella Cgil ROMA ?Stop alla precariet? ora!?: il sito ufficiale di Rifondazione comunista inalbera, non a caso, lo slogan della manifestazione di piazza, naturalmente a Roma, il prossimo 4 novembre. La linea dei bertinottiani ? ?mica scendiamo in piazza contro il governo?. Sar?. Servir? cotanto understatement? Non tanto, se poi il messaggio che costantemente Franco Giordano propaga ? che ?il governo rischia di diventare ostaggio di Confindustria?. Non tanto, se poi quotidianianamente infierisce ?Europa?, il foglio di Rutelli, punta d’ariete dei liberalizzatori di casa nostra: ?Il 4 novembre Bertinotti deve pagare la cambiale all’area dei movimenti sociali, il suo vero retroterra elettorale...?, e via celiando. In effetti, la manifestazione ? di tutto rilievo, Acli, Arci, varie sigle pacifiste, Fiom, sinistra Cgil. ?Lo schieramento ? in pratica lo stesso che scese in piazza a Genova, nel luglio del 2001, contro il G8?, nota Loris Campetti, giornalista del Manifesto ?il maggior metalmeccanologo vivente?, come lo chiama Stefano Benni. Solo che allora al governo non c’era Prodi: c’era Berlusconi. In questo caos, per un governo che solo pochi giorni dopo (l’11 novembre) vedr? concretizzarsi il ritorno dei girontondi di Pancho Pardi, e per giunta supportati da Lorenza Carlassare, Giovanni Sartori e Gerardo D’Ambrosio, l’istantanea Cremaschi-Damiano aiuta a capire. Tutti e due di provenienza cigiellina, peggio, tutti e due nella Fiom degli anni Ottanta, tutti e due in Piemonte, tutti e due sul fronte del difficile contratto Fiat del 1995-96. Ma uno massimalista da sempre, e l’altro riformista per sempre. Uno che crede che ?al centro ci sia sempre il conflitto? (sembra di sentire il Bertinotti d’un tempo), perch? ?senza il conflitto non parte nulla?, l’altro attore della concertazione praticata. Uno perennemente in fustagno frusto, che fa tanto shabby-chic, l’altro formale in giacca e cravatta sin dai tempi della Riv-Skf. Perch? poi, se si vuole, anche per Cremaschi e Damiano vale il detto di Vico, ?la natura delle cose sta nel loro cominciamento?. Damiano nasce impiegato in una grande azienda metalmeccanica, e con le lotte operaie del ‘69 entra in Fiom. Cremaschi entra invece nella stessa Fiom sull’onda delle rivolte studentesche del ‘68, e dell’incontro con Claudio Sabattini. Tra i due, come si usa nella sinistra comunque perbene, come si usa nelle grandi organizzazioni aduse alle liturgie, mai uno scontro personale, mai una parola di troppo, raccontano. Sar? anche per questo che la battaglia prosegue. Quello del 4 novembre ? solo un passaggio. Non solo perch? Cremaschi gi? avverte che ?si continuer? contro pensioni e liberalizzazioni?. Soprattutto perch? Cremaschi da una parte e Damiano dall’altra hanno una lunga storia di contrapposizione alle spalle, quella tra massimalisti e riformisti. Tra chi sta con la Cgil di lotta e chi con la Cgil di governo. Figurarsi se, anche tra loro, tutto pu? finire in piazza, tra un paio di giorni. |
"Sindacale" Precari e pensioni riaccendono il duello
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021