IL TEMA DELLA SETTIMANA - pagina 30
Fatto sta che quella proposta ancora esiste ed è in discussione in Europarlamento, anche se è considerata scottante e i tempi per la sua approvazione si prospettano lunghi. Ma soprattutto è difficile capire, a questo stadio, che volto finale potrà avere e fino a che punto verrà " svuotata" dei suoi contenuti originari, che ruotavano attorno al principio del Paese d'origine: ammettendo cioè che il lavoratore in regola nel proprio Stato potesse operare anche in altri Paesi europei. Il progetto di relazione, presentato però in aprile dalla relatrice all'Europarlamento, la socialdemocratica Evelyne Gebhardt, oltre a prevedere numerosissime eccezioni (al di là di quelle per i servizi di interesse generale e per aspetti riguardanti i professionisti già coperti da altre direttive) ha anche di fatto negato il principio cardine della direttiva, riaffidando il controllo al Paese di destinazione del servizio. Dagli altri grandi gruppi parlamentari, il popolare e il liberaldemocratico, arrivano però segnali a favore di una retromarcia meno drastica, sebbene accompagnata da molte eccezioni. Così la commissione Mercato interno del Parlamento, che deve analizzare il testo, deve ora esaminare circa 1200 emendamenti, oltre a riconciliare le diverse posizioni dei grandi partiti. E già una prima riunione sul tema, prevista per questa settimana, è slittata. Pare comunque ragionevole credere che, se la direttiva arriverà al traguardo (ma anche il Consiglio dovrà poi dire la sua), le novità per i professionisti, la cui attività è già disciplinata da altre specifiche direttive, riguarderanno soprattutto l'apertura di possibilità di svolgere attività pubblicitaria e creare partnership multidisciplinari (per esempio tra avvocati e consulenti fiscali). La Commissione europea continua poi il forcing sugli Stati per aumentare il grado di concorrenza e di apertura transfrontaliera delle libere professioni. E lo ha dimostrato la settimana scorsa, con un rapporto del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, che facendo seguito alla relazione di Bruxelles sulle professioni liberali del febbraio 2004 ha sollecitato i Governi ad affrontare le restrizioni anti concorrenziali e a rimuovere gli ostacoli in termini di tariffe fisse, prezzi raccomandati e accesso all'attività. L'attenzione della Commissione alla concorrenza nelle attività professionali si è allargata nel luglio scorso anche da due procedure d'infrazione aperte contro i tariffari di avvocati, ingegneri e architetti in Italia, considerati da Bruxelles un ostacolo all'esercizio dell'attività da parte di professionisti stranieri. |
"ProfessioniUE" È polemica sulla proposta di Bolkenstein
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021