Pagina 12 - editoriale Negli ultimi anni i rendimenti dei fondi hanno mediamente superato quello del trattamento di fine rapporto, complice il buon andamento dei mercati borsistici. Però non sono tutte rose e fiori. Se prendiamo il fondo negoziale più diffuso - Cometa, al quale a fine 2006 avevano aderito circa 315 mila - scopriamo che lo scorso anno i rendimenti sono oscillati, a seconda della gestione più o meno prudente, tra l'1% del comparto sicurezza e il 4,82% del comparto crescita. Questo significa che chi ha scelto di non correre rischi, ha portato a casa 2 punti di rendimento in meno rispetto a quello del Tfr. In generale tutte le gestioni che non trasformano i lavoratori in supporter del mercato borsistico, si rivalutano meno del trattamento di fine rapporto. E nei prossimi anni se la borsa tirerà il fiato, anche le gestioni più «audaci» non daranno soddisfazione ai lavoratori. I fondi pensione sono una «patacca». Per farli decollare (ma seguitano a volare molto basso) è stato necessario introdurre una tassazione di favore rispetto al Tfr e cercare di rimpolparli un po' con i versamenti integrativi delle aziende. Che ovviamente non rinunciano ai soldi dei lavoratori gratis. Insomma, la scelta più sicura rimane quella del classico Tfr che alla scadenza del rapporto di lavoro offre un capitale sicuro anziché, come per i fondi, una rendita che diminuisce di molto se vogliamo che sia reversibile. In ogni caso ognuno è libero di scegliere, ma la scelta va fatta: se scatta la clausola del silenzio-assenso e i soldi vengono automaticamente dirottati al fondo negoziale, il datore di lavoro è autorizzato a non versare il contributo supplementare previsto da tutti gli accordi di categoria. Una ulteriore beffa. |
"Previdenza" Scegliete bene, ma scegliete (Galapagos)
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021