Pagina 37 - Economia Seminario Fondazione Debenedetti-Bocconi. "I giovani non vengono informati sui trattamenti futuri". Rallenta l´anzianità In effetti nel libro "The political future of social security in aging societies" il professor Vincenzo Galasso analizza i sistemi previdenziali in sei paesi dell´Ocse introducendo il concetto di "sostenibilità politica", anziché finanziaria, delle riforme pensionistiche. Un elettorato molto anziano (nel 2050 l´età mediana tra gli elettori italiani sarà di 56 anni, contro i 46 attuali) domanderà pensioni più generose anche se il rendimento interno del sistema previdenziale si ridurrà. Una riforma è dunque necessaria, e allora perché non dar seguito alle due misure già approvate negli anni scorsi: e cioè l´aumento dell´età di pensionamento da 58 a 60 anni dal gennaio 2008 (riforma Maroni 2004) e la revisione dei coefficienti di trasformazione prevista dalla riforma Dini del 1995? «Aumentare l´età di pensionamento è un ottimo deterrente politico - spiega Galasso nel suo libro - poiché allontana il momento della fruizione delle pensioni e contribuisce a "ringiovanire" l´elettorato». Ma come convincere gli elettori a posticiparla? «I giovani d´oggi scopriranno di essere più poveri dei loro padri e saranno costretti a lavorare fino a quasi 70 anni», è l´amara conclusione di Galasso. (g. po.) |
«Pensioni, riforma da carbonari»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021