IL CASO «In quel documento sono stati illustrati i problemi, non le soluzioni — spiega Luigi Angeletti, leader della Uil — il fatto che nel testo ci fossero quelle parole non significa che io fossi d'accordo». Ufficialmente anche la Cgil e la Cisl sono contro. Ma nel sindacato di Guglielmo Epifani cominciano a emergere forti distinguo. Il responsabile dell'economia Cgil Beniamino Lapadula ritiene che «non toccare i coefficienti significa svuotare la riforma Dini, d'altra parte nessuno poteva immaginare che dal 1995 ad oggi le aspettative di vita si allungassero di due anni». Senza parlare dello «scalone» che, nel memorandum, non viene mai nemmeno menzionato pur essendo uno dei capisaldi della trattativa. «Il solo fatto di citarlo — ammette oggi Pier Paolo Baretta, segretario aggiunto della Cisl — significava riconoscere che esisteva come problema, invece non è così perché nel programma dell'Unione è chiaramente indicata la sua abolizione». |
"Pensioni" L'intesa con il governo imbarazza i sindacati
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021