Pagina 5 - Economia I dieci punti dell’intesa tra governo e sindacati Aumento dell’et? pensionabile e disincentivi Un decalogo per la riforma delle pensioni. Asciutto, ma molto preciso: due pagine e qualche riga, 9 capitoletti in tutto e 10 punti finali che indicano un tracciato ben preciso. Nell’ultima pagina sei firme, tutte molto pesanti: quella del presidente del Consiglio Romano Prodi, dei ministri dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa e del Lavoro Cesare Damiano e dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni ed Angeletti. E’ il testo del ?Memorandum d’intesa? sulla previdenza siglato nei giorni scorsi a palazzo Chigi che detta ?obiettivi e linee di una revisione del sistema previdenziale? come recita il titolo del documento che La Stampa ora ? in grado di illustrare in dettaglio. Il dato di partenza sono, ovviamente, le riforme introdotte a partire dagli anni ‘90, che hanno introdotto i primi meccanismi in grado di garantire la sostenibilit? finanziaria nel lungo periodo e introdotto quel sistema di tipo contributivo, incentrato su un primo pilastro pubblico a ripartizione ed un secondo a capitalizzazione che ora si cerca di consolidare. I primi risultati ottenuti sono giudicati ?significativi? sia dal governo che dalle confederazioni. Per? ?alcune importanti problematiche non hanno ancora trovato soluzione? e quindi occorre intervenire. Innanzitutto sulla fase di transizione della riforma ?assicurandone la sostenibilit? finanziaria? e quindi sul ?rapporto tra generazioni? per ridurre squilibri e privilegi. ?Faremo tutto con ?gradualit? - ama ripetere il ministro Damiano -. Senza strappi?. Tanti problemi, diverse soluzioni. ?L’aumento dell’aspettativa di vita - ? scritto nel Memorandum - sollecita soluzioni che diano la possibilit? di continuare a svolgere un’attivit? di lavoro. Ci? richiede una coerente politica articolata su molteplici piani: lavoro part-time, formazione, un mercato del lavoro meno ostile ai lavoratori pi? anziani, ecc.?. Per il sistema pubblico ?la regola? deve essere il ?pensionamento flessibile?, con incentivi in grado di favorire ?la prosecuzione volontaria dell’attivit? lavorativa di uomini e donne?. L’impegno sottoscritto da governo e sindacati, prevede, come ? noto che la trattativa si apra il primo gennaio 2007 e si concluda ?con un accordo? entro il 31 marzo. Tempi blindati, insomma, nessuno spazio per fare melina. Tre gli obiettivi da raggiungere in contemporanea: equit? sociale e sostenibilit? finanziaria, miglioramento delle prospettive per giovani e garanzia per tutti gli anziani di pensioni di importo adeguato. Dei 10 punti che sintetizzano le linee guida, il primo riguarda il sistema contributivo. Che andr? applicato in maniera piena per assicurare ?sostenibilit? nel medio e nel lungo periodo e accompagnato dal ?rafforzamento di criteri che legano l’et? di pensionamento all’importo della pensione, tenendo conto della dinamica demografica ed economica e salvaguardando la flessibilit? nell’accesso alla pensione? come previsto dalla Dini. Per quanto riguarda il sistema retributivo si dovr? prevedere un ?aumento della possibilit? di scelta basato sulla flessibilit? dell’et? di pensionamento, incentrato su misure che favoriscano l’allungamento della permanenza nel mercato del lavoro?. Quindi si punta a superare il divieto di cumulo per gli anziani ma anche ad assicurare assegni ?pi? adeguati? rivalutando i trattamenti in essere, ad estendere tutele sociali e contributive a favore dei giovani precari, ma anche a superare i tanti ?privilegi? che ancora esistono. |
"Pensioni" I dieci punti dell’intesa tra governo e sindacati
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021