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marted? 19 settembre 2006
Pagina 17 - Economia e Finanza
LA FINANZIARIA OGGI VERTICE A PALAZZO CHIGI CON CGIL, CISL E UIL MENTRE SI STUDIA UN ANTICIPO DELLA RIFORMA PREVIDENZIALE CON IL BLOCCO DI DUE ACCESSI DI ANZIANIT?
Pensioni, Damiano chiude due finestre
I sindacati al governo: manovra fifty-fifty tra investimenti allo sviluppo e correzione dei conti
Roberto Giovannini ROMA ?Un qualcosa?, della riforma previdenziale parzialmente rinviata al confronto autunnale con le parti sociali, ci sar? sin dal 29 settembre: e come fa capire il ministro del Lavoro Cesare Damiano, si tratter? del blocco per decreto legge di due finestre per l’accesso alle pensioni di anzianit?. Una prospettiva cui i sindacati non chiudono a priori la porta, purch? le contropartite siano decorose. Finisce la ?melina?: da oggi la partita della legge Finanziaria 2007 comincia sul serio. A dieci giorni dal ?lancio? della manovra, il tempo a disposizione per i ministri e i loro tecnici non ? poi molto. Un’occasione buona per tastare il polso delle parti sociali sar? l’incontro previsto oggi a Palazzo Chigi: si parler? delle ?politiche dello sviluppo?, ovvero di quei 15 miliardi (la met? esatta della manovra economica) che il governo intende distribuire per investimenti, riduzione del cuneo fiscale, sgravi tributari e affini. Proprio ieri, dopo una riunione degli organismi direttivi Cgil-Cisl-Uil hanno indicato la loro ?lista della spesa? di richieste, indicando che riterrebbero ?insostenibile una manovra che non prevedesse una parit? tra le risorse destinate alla correzione dei conti pubblici e quelle finalizzate allo sviluppo?. In altre parole, 15 miliardi per centrare l’obiettivo di deficit pubblico concordato a suo tempo con Bruxelles (2,8% del Pil nel 2007) e altrettanti da iniettare nel sistema economico per sostenere la crescita. Una richiesta - chiariscono al ministero dell’Economia - cui il governo intende scrupolosamente adempiere: per non far arrabbiare i sindacati, cui si dovranno chiedere sacrifici sul versante della spesa previdenziale, e che non possono certo concludere la ?partita? della Finanziaria con una brutta figura. Ma anche perch? questa suddivisione (15 correzione, 15 miliardi per lo ?sviluppo?) era esattamente quanto pianificato dal superministro Tommaso Padoa-Schioppa.
Ma se i sindacati non possono ?perdere la faccia?, nemmeno l’Esecutivo pu? subire una umiliazione. A maggior ragione sul versante delicatissimo delle pensioni, che per molti osservatori sar? l’indicatore fondamentale della ?seriet? della Finanziaria. Proprio ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta ha evocato uno ?spettro? da evitare ad ogni costo, il paventato downgrading del rating dei titoli del debito pubblico italiano: ?Con la Finanziaria c'? bisogno di un messaggio di rigore, altrimenti da parte delle agenzie di rating ci sar? un declassamento immediato, e non possiamo permettercelo?. Gi? si sa che la riforma della riforma Maroni-Tremonti - gli incentivi e i disincentivi che serviranno insieme ad eliminare lo ?scalone? ma a sospingere i lavoratori ad andare in pensione pi? avanti possibile - verr? attuata con tempi meno stringenti, all’interno di un collegato o di una delega legislativa in cui verr? riversato l’esito del negoziato tra governo e parti sociali. E che nell’articolato della Finanziaria ci sar? un qualche riordino dei fondi speciali, l’aumento dei contributi per i parasubordinati e il nuovo ?contributo di solidariet? sulle cosiddette pensioni d’oro. Ma come ha spiegato il ministro Damiano, ?sicuramente? ci saranno anche ?anticipazioni? di altre misure, ?fermo restando che un discorso strutturale potr? essere svolto anche successivamente?. Intanto, oggi si insedier? il gruppo di esperti nominati sempre da Damiano incaricato di valutare la sostenibilit? del sistema pensionistico. Tra i compiti del Nucleo di Valutazione, presieduto da Giovanni Geroldi, c’? anche il ricalcolo dei coefficienti di trasformazione che nella riforma Dini legano le aspettative di vita al valore dell’assegno pensionistico.
I sindacati non chiudono la porta del tutto, ma come detto tutto dipender? da come il governo metter? a punto il pacchetto complessivo della Finanziaria. ?? il momento della verit?, avverte il leader Cgil Guglielmo Epifani; ?Aspettiamo passi concreti?, ribadisce il collega Uil Luigi Angeletti; ?tutto dipende dalla trama principale, non dai dettagli?, spiega per la Cisl Raffaele Bonanni. Nel loro documento, comunque, le tre confederazioni ribadiscono il loro ?no? a qualsiasi intervento strutturale sulle pensioni in Finanziaria, invitando invece il governo a compiere passi pi? decisi per la tutela del potere d'acquisto, per il contenimento di prezzi e tariffe, per la lotta all'illegalit? fiscale e a favore invece del Mezzogiorno, della ricerca e dei ceti pi? deboli. Richieste che (entro certi limiti, e qu? si giocher? tutto) il governo ha gi? deciso di accogliere.
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