Pagina 6 - Primo Piano LAVORO FA DISCUTERE L’ANNUNCIO DI DARE TEMPO TRE MESI ALLE PARTI SOCIALI PER RIVEDERE LA NORMATIVA. ALLO SCADERE DEI 90 GIORNI, L’ESECUTIVO FARA’ DA SOLO Contratti a termine, scontro governo-imprese Oggi i precari in piazza: cancellare la Biagi inviato a VENEZIA Arriva un giro di vite sui contratti a termine. Ieri il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha annunciato l'intenzione di rivedere la normativa del 2001 dando tre mesi di tempo alle parti sociali per produrre un nuovo ?avviso comune?. Tema delicato, che ieri ha subito suscitato violente polemiche ricreando a parti invertite il clima del 2001 quando per la prima volta Cisl e Uil firmarono un accordo col governo Berlusconi e la Cgil si rifiut?. Ora la confederazione guidata da Guglielmo Epifani si ? subito pronunciata a favore delle modifiche, mentre Cisl, Uil e soprattutto la Confindustria (?cos? il paese fa un salto indietro di 15 anni?) si sono schierate contro.L’annuncio ? arrivato alla vigilia della manifestazione che i Cobas, Sindacati e sinistra radicale terranno oggi a Roma. Un corteo contro la precariet? e per l’abolizione della Legge Biagi, che crea non pochi problemi a Prodi. Lo stesso presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha annunciato che non potr? esserci, ma che approva la manifestazione contro il governo. Con le direttive emanate ieri Damiano si pone tre obiettivi: definire causali precise per applicare questo tipo di contratti, mentre le norme in vigore (dlgs 368) prevedono un range molto ampio di causali (ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo dell'impresa), quindi fissare delle percentuali rispetto agli organici complessivi delle imprese e assieme a queste anche precise norme anti-elusione. Cominciando ad esempio a fissare tempi pi? stretti per le proroghe, che oggi sono possibili se il primo contratto ? stato inferiore a tre anni. Il ministro si aspetta che nel giro di 90 giorni le parti sociali possano definire un'intesa, ma in caso contrario ?il governo proceder? comunque con un suo atto legislativo?. Duro il commento del vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei che parla di riforma ?ingiustificata e inopportuna?. Mentre il presidente di Federmeccanica, Massimo Calearo, afferma che un provvedimento legislativo ?non ? accettabile?. ?I contenuti delle legge attuale - spiega ancora Bombassei - recepiscono una direttiva europea che fa proprio un accordo sindacale concluso nel marzo ‘99 fra i sindacati e gli imprenditori a livello comunitario. La proposta di riforma di Damiano costituisce quindi un atto in spregio dell'autonomia collettiva nazionale ed europea?. E quindi ricorda come ?l'applicazione della disciplina del 2001 non abbia dato luogo a contenzioso giudiziario o sindacale significativo?, mentre ?l'ipotesi di riforma avrebbe invece proprio l'effetto di innescare un vasto contenzioso per il solo fatto di fondarsi su pretese disfunzioni dell'attuale disciplina rispetto ai criteri dettati dall'Europa?. Per il segretario confederale Fulvio Fammoni la notizia della riforma dei contratti ?? positiva? e conferma come, nonostante le critiche, il governo si stia effettivamente impegnando contro la precariet?. I segretari generali di Cisl e Uil, invece, sparano a zero. ?Il Governo fa propaganda - dichiara Angeletti - prospetta un mondo meraviglioso che non ? reale. La vicenda ? nata da una direttiva comunitaria. In tutta Europa c’? una normativa peggiore di quella italiana?. Bonanni non intende ?accettare diktat? e spiega: ?non si pu? partire da soluzioni politiche per incidere su materie di pertinenza delle parti sociali. Se il Governo vuol far valere la propria opinione, lo faccia con incentivi che spingano le parti a trovare una soluzione conveniente?. Anche Renata Polverini (Ugl) difende l'autonomia delle parti sociali: ?Non si pu? davvero pensare che il sindacato e le associazioni datoriali si limitino a ratificare, seppur attraverso un avviso comune, decisioni gi? prese, peraltro, per via legislativa?. Parlando a Venezia il ministro del Lavoro ha tenuto a precisare che ?tutte le scelte che il governo ha fatto, sta facendo e far? in tema di lavoro, rispondono ad un disegno ben preciso: favorire l'occupazione, ridurre la precariet? e introdurre una buona flessibilit?. E anche la decisione di intervenire sui contratti a tempo determinato si inserisce in questo ragionamento: fa parte di quelle che Damiano ha definito le ?cinque fasi? della sua azione. Che vanno dalle le norme su call center e sicurezza nell'edilizia, agli interventi in Finanziaria (a cominciare dal taglio del cuneo fiscale) sino alle successive proposte di modifica. I prossimi passi sono rappresentati da nuove regole sugli appalti, un nuovo testo unico sulla sicurezza e l'anticipo della previdenza integrativa e -come annunciato ieri - la revisione dei contratti a termine. Nel 2007, poi, ci sar? il decollo dei tavoli su mercato del lavoro e previdenza. ?Mantenere la rotta - sintetizza il ministro del Lavoro - anche questo ? un modo riformista di governare?. |
"Lavoro" Contratti a termine, scontro governo-imprese
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021