mercoledì 4 maggio 2005 Pagina 33 - Economia L´Intervista Il numero uno della Cisl: l´esecutivo ci impedisce di fare i contratti, i sindacati si muoveranno uniti «Dal governo una sfida politica sugli statali si va allo scontro» Pezzotta: è una crisi dura, piano competitività insufficiente ROMA - Solo il governo può scongiurare lo sciopero nel pubblico impiego. Per farlo deve convocare i sindacati e avviare il negoziato per il rinnovo del contratto scaduto da oltre sedici mesi. È l´ultimatum di Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, al Berlusconi-bis. In gioco - sostiene il leader di Via Po - c´è la possibilità stessa del sindacato di fare il suo mestiere: i contratti di lavoro. Ed è per questo che «non è immaginabile» una divisione tra le tre confederazioni. Il tutto - dice Pezzotta - mentre la crisi industriale non si arresta e il decreto sulla competitività dimostra la sua «inadeguatezza» per carenza di risorse ma anche di strategia. «Ci vorrebbe - spiega - la mano pubblica, che non vuol dire il vecchio intervento statalista. Bensì un´azione per orientare, per sostenere i processi di mutamento. Esattamente come sta facendo il governo di centrodestra in Francia che ha indirizzato tutte le risorse verso l´innovazione e la ricerca. Se solo Berlusconi ascoltasse i sindacati e le imprese, da qui a fine legislatura si potrebbero individuare alcune priorità, dal Mezzogiorno, alla crisi industriale, al declino demografico». Eppure mi sembra molto scettico mentre propone questi obiettivi. Dopo diversi anni riunirete domani al Palaeur di Roma i tre esecutivi confederali. Quale decisione prenderete? Sta dicendo che lo sciopero sarà inevitabile? Ma il governo non sembra intenzionato a muoversi dalla proposta di un aumento di 95 euro medie. Anzi, nella Trimestrale si ipotizza addirittura un rinvio dei contratti. . Sareste disposti ad allungare la durata del contratto da due a tre anni? «No, perché vorrebbe dire modificare il modello contrattuale e questo non si può fare in corso d´opera. E poi ci sono le altre questioni aperte a cominciare dalla crisi industriale». Proprio per non correre rischi in Parlamento, il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto per la competitività. Condivide questa scelta? Ora l´esecutivo vuole accelerare i tempi. È d´accordo con la strada della fiducia? La Confindustria, invece, ha detto che tutto sommato il decreto va bene. Gli industriali, secondo Epifani, però hanno anche sostenuto il programma del Berlusconi-bis. In questo scorcio di legislatura la Confindustria potrebbe portare a casa la riduzione dell´Irap e il decreto sulla competitività. Per voi sindacati il bottino resta ancora molto magro. Sta pensando ad un accordo sul costo del lavoro tra voi, il governo e la Confindustria? Rifirmerebbe il Patto per l´Italia? |
"Intervista" S.Pezzotta: «Dal governo una sfida politica»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021