Pagina 4 - Economia ROMA - Non apriranno nessun dialogo, non collaboreranno. Per quanto riguarda gli studi di settore il ministro dell´Economia, Domenico Siniscalco, non conti su di loro: Sergio Billè, presidente della Confcommercio, ammette che «se il governo vuole rompere un patto che funziona da quattro anni faccia pure, è un suo diritto». Ma avverte anche che «senza accordi fra le parti l´evasione fiscale ripartirà e i prezzi aumenteranno». E´ una minaccia presidente? «No, la naturale conseguenza del voler far passare per semplice manutenzione quello che è un tentativo di spremitura fiscale». Siniscalco sostiene di riferirsi a studi fermi e mai rivisti dal 1999. Non crede sia necessario un aggiornamento? «La base imponibile di tutti gli studi di settore riferiti al commercio è sempre stata indicizzata e fiscalmente rivalutata. Non vedo necessità d´intervento». Quindi stando così le cose se il governo vi chiama voi non vi presentate? «Diciamo che per educazione ci sediamo e ci rialziamo subito. A meno che...» A meno che? «Il governo non si decida a scoprire tutte le sue carte. E quindi dimostri come, dove e quando intenda tagliare la spesa pubblica. Vogliamo dettagli per ciascuna delle 8 mila voci che compongono il bilancio dello Stato. Vogliamo anche che tagli e politiche per lo sviluppo siano discussi e affrontati nello stesso contesto. Voler prima spremerci come limoni e affrontare - in un fantomatico collegato tutto da definire - la riduzione della pressione fiscale è un´idea che non sta in piedi». Sul taglio alle tasse di fatto una data c´è già: il primo gennaio. Non va bene? «Non sta in piedi una politica che prima autorizza Regioni e Comuni ad aumentare il loro potere impositivo e poi promette un abbassamento della pressione fiscale». Ma non eravate voi a chiedere un taglio alle tasse per rilanciare i consumi? Questo, dice il governo, sarà solo l´inizio «Questo non è nemmeno un giro di conto: mentre si tolgono 200 euro, da una tasca, se ne restituiscono 20 dall´altra. Ipocrisia allo stato puro. Non solo: dovendo da un lato pagare più tasse allo Stato e dall´altro, più tasse anche a regioni e comuni, tutta l´area del lavoro autonomo si vedrà costretta a rivalersi aumentando i prezzi. Con tanti saluti al potere d´acquisto». Detto così non sembra ci sia alternativa: il primo gennaio 2005, gli italiani si sveglieranno con tre nuove aliquote fiscali e una sventagliata di prezzi rivisti al rialzo. «Non sottovalutiamo il fattore tempo e il fatto che, senza il nostro consenso, gli studi di settore non si possono toccare». Se non sarete voi a pagare chi dovrà farlo al vostro posto? «C´è una lunga lista d´interventi urgenti di cui non c´è traccia nella Finanziaria. Il governo ci dica come intende abbassare il costo dell´energia, per esempio. Impedisca cartelli, monopoli: parlo di banche, assicurazioni e rendite di potere varie. Privatizzi davvero, senza favorire gli amici degli amici. Eviti l´indecoroso esborso di denaro pubblico a sostegno d´imprese decotte come l´Alitalia». E voi intanto che farete? Protesterete? « Sono una colomba in un nido di falchi» |
"Intervista" S.Billè: «Non siamo limoni da spremere»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021