«Il governo ci convoca? Forse viene cambiato il vecchio rituale sperando che non mostri la faccia buona solo per chiedere tagli» MOLTI timori per la manovra finanziaria in cantiere. Tuttavia il segretario della Uil vede anche qualche novità nel metodo scelto dal governo di Silvio Berlusconi: «L’approccio mi sembra diverso; il vecchio rituale forse viene cambiato». «Il metodo sembra cambiare in meglio. Lunedì il governo presenterà alle parti sociali il documento di programmazione economico finanziaria. Avremo così modo di esprimere le nostre opinioni. Poi si svolgerà un altro incontro con il governo nel quale saranno esaminate le nostre osservazioni». «Spero che il governo non abbia previsto un incontro formale, ma sostanziale. E che, pertanto, sia disposto ad ascoltare valutazioni e richieste delle parti». «La concertazione è più complessa. Questo incontro si può quasi iscrivere al dialogo. Ma speriamo non si tratti di un dialogo fra sordi». «Sul merito del dpef da presentare ovviamente non è possibile esprimere alcuna opinione. E’ possibile però cominciare a mettere le mani avanti». «Non vorrei che l’apertura sul metodo nascondesse la riproposizione di una vecchia tecnica: si mostra la faccia buona quando si chiedono sacrifici». «Metto le mani avanti perchè non vorrei trovarmi davanti a interventi per la sanità, le pensioni o più in generale lo stato sociale. Il problema del nostro paese è riuscire ad attuare politiche per lo sviluppo». «E’ vero che il deficit pubblico è diventato molto pesante. Però ci sono ancora delle risorse disponibili (magari non tutte quelle necessarie) e da utilizzare in maniera oculata. Dalle infrastrutture alla ricerca è indispensabile sostenere la crescita». «La riduzione della pressione fiscale, che non possiamo permetterci in maniera generalizzata e dell’entità ipotizzata, secondo noi deve essere finalizzata ad abbassare il peso sui nuovi incrementi salariali. Questo provocherebbe effetti positivi per la diminuzione del cuneo fiscale e darebbe un modesto aiuto alla domanda interna». «Questa soluzione sarebbe l’unica possibilità reale e non impegnerebbe eccezionali quantità finanziarie». «E’ il momento, dopo aver esplorato tutte le una tantum possibili, di affrontare seriamente il vero tema della finanza pubblica: la troppo ampia evasione fiscale e il troppo esteso lavoro sommerso». «Sette miliardi non sono pochi. Non riesco proprio a capire dove sia possibile trovare questa somma. Ma visto che dobbiamo rispettare i parametri europei, anche il livello dell’evasione fiscale deve essere contenuto nello stesso livello dell’Europa». «Il divario esistente è un forte handicap per l’Italia. Come si fa ad equiparare la spesa sociale e il deficit pubblico all’Europa se l’evasione fiscale e l’elusione sono a livelli doppi? Queste stime non sono nostre, ma di organizzazioni internazionali autorevoli e convergenti». «E’ inutile fare commenti. Attendiamo quello che ci verrà detto lunedì». «Sono preoccupato, ma non rassegnato a sentir parlare di sacrifici». «Sì, ma non i lavoratori che hanno già dato anche più di quello che era giusto dare e che hanno perso potere d’acquisto». |
"Intervista" L.Angeletti: bisogna colpire l’evasione e il sommerso
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021