Pagina 30 - Economia IL MINISTRO DI RIFONDAZIONE trattiamo sulle pensioni ma con un piano-casa I sindacati annunciano lo sciopero degli statali per il 16 aprile. Lei sta con loro? «Confido che il governo riuscirà ad evitare lo sciopero. Ha fatto bene il sottosegretario alla presidenza, Enrico Letta, a dire che si lavora per il rinnovo dei contratti». Il rinnovo dovrebbe essere anche l'occasione per migliorare la gestione del personale e intervenire contro le tante sacche d'inefficienza della pubblica amministrazione. «I sindacati non si sono sottratti a questa discussione. Ma il miglioramento del servizio non ha la faccia propagandistica del "licenziare i fannulloni", ma quella più articolata della riorganizzazione del lavoro». Riorganizzare significa anche spostare il personale e agire contro chi non lavora. «Il pubblico impiego è stato contrattualizzato e ciò significa che non è impossibile fare in modo che tutti lavorino. Si tratta di avere la volontà politica di farlo». Che significa abìvere la volontà politica? Da che dipende? «Ci sarà anche una responsabilità della dirigenza, o no? Il problema si risolve partendo dai fannulloni o dai dirigenti? Secondo me, dai dirigenti». È un fatto che nel pubblico c'è più lassismo che nel privato. Il leader dei Ds, Piero Fassino, ha raccontato: «Un sindacalista della Cgil mi ha detto che nella sua fabbrica sarebbero tutti d'accordo con quello che scrive Ichino» sui fannulloni. «Certo, il problema lo capisco, non è che non lo vedo. Ma il punto è: come lo si affronta? La Fiat era un'azienda che alcuni anni fa davamo per decotta e adesso va a gonfie vele, mica perché ha licenziato, ma per le capacità della dirigenza di innovare. Questo è il problema del pubblico impiego. E comunque quello che dice Fassino viene anche dal fatto che nel privato ci sono anche lavoratori supersfruttati. La soluzione non è portare il pubblico impiego in questa condizione». Il probema dei contratti dovrebbe essere risolto, ma poi si arriverà alle pensioni. Prodi ha parlato chiaro. Si riconosce nella posizione del presidente del Consiglio? Quanto alte? «Vediamo. Qui credo che si dovrebbe introdurre quel contributo di solidarietà che non si è riusciti a far passare con la Finanziaria, magari anche più forte del 3%». Se alla fine il governo deciderà ugualmente l'aumento dell'età e il taglio dei coefficienti di calcolo? «Non corriamo. Prima c'è la trattativa con i sindacati, per arrivare a un accordo». Nell'intesa in 12 punti che impegna la coalizione a sostenere Prodi c'è scritto che in caso di dissenso decide il presidente del Consiglio. Resterete fedeli a questo impegno? «Sì, ma penso che il governo l'accordo col sindacato debba farlo perché è costitutivo della sua esistenza». Messa così è come dire che sono Epifani, Bonanni e Angeletti a decidere se Prodi può governare? «È vero, allora dico più correttamente che il confronto con i sindacati è un punto determinante del profilo dell'Unione. Troviamo l'accordo e potremo dare quel segno sociale alla politica del governo che è mancato nella Finanziaria. Pensi all'emergenza casa. Tra poco aprirò il tavolo: dobbiamo rendere presto disponibile un'offerta pubblica di alloggi in affitto. Stiamo facendo i calcoli, ma ci sono per esempio almeno 20 mila appartamenti pubblici non affittati perché non ci sono più state le risorse per fare la manutenzione». |
"Intervista" Ferrero: trattiamo sulle pensioni ma con un piano-casa
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021