MARTEDÌ, 04 GIUGNO 2002 |
| Pagina 8 - Economia |
| L´INTERVENTO |
| Il ministro Rocco Buttiglione |
| "Cofferati non dare alibi ai falchi" |
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ROMA - «All´interno del governo ci sono delle forti spinte thatcheriane che non condivido, ma pronte a dare battaglia sull´articolo 18. Per fortuna oggi gran parte della coalizione ha abbracciato le nostre tesi: per questo Cofferati non deve dare alibi a certe posizioni e trattare». Rocco Buttiglione, ministro delle Politiche comunitarie, è un convinto sostenitore del dialogo anche nel momento dello strappo tra Cgil da una parte e Cisl e Uil dall´altra. Ministro, come giudica la spaccatura? È una vittoria per l´esecutivo? «No. Non bisogna andare allo scontro e infilarsi in un vicolo cieco sull´articolo 18. E non considero la spaccatura all´interno del sindacato come una nota positiva. Al contrario. Il governo ha bisogno di una controparte unita e ragionevole. Solo così potremo sottoscrivere accordi autorevoli». Deve ammettere però che qualcuno all´interno della coalizione soffia sullo scontro puntando sull´isolamento della Cgil. «Sì, ci sono delle "voci" thatcheriane che senza la nostra presenza e quella di An che ci ha seguiti su questo percorso, avrebbero avuto la meglio. Oggi invece Forza Italia e Silvio Berlusconi hanno fatto propria questa posizione». Ma c´è stato o no un passo indietro del governo? «Un passo indietro c´è stato, anche se piccolo rispetto alla complessità della questione. Ma il governo ha fatto chiarezza, ha tolto di mezzo un ostacolo al dialogo...». La Cgil è sorda ai vostri richiami. Come ripartire? «Guardi, io Cofferati non lo capisco. Pensa veramente che in quattro anni di governo non metteremo mano alle riforme? Forse, quando si è iniziato a parlare di articolo 18 la posizione della Cgil non era così sbagliata. A questo punto però la nostra proposta è ragionevole e bene hanno fatto Cisl e Uil ad accettare il confronto». (lu.ci.) |