è l´esecutivo che non si muove" ROBERTO MANIA ROMA «Noi lo sciopero lo facciamo davvero. È la prima volta che non vengono messi i soldi nella Finanziaria per i contratti pubblici. Ora basta! E a novembre ci sarà una grande manifestazione di tutti i lavoratori perché le tasse sono troppo alte e i salari troppo bassi». Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è appena atterrato a Roma. Era in Sardegna per una delle tante assemblee sul protocollo sul welfare. Dice che i lavoratori sono «incazzati», che ce l´hanno con il governo. E poi che questa volta il sindacato nella «trappola» non ci casca. Difenderà fino in fondo i dipendenti pubblici «mentre il governo sta facendo surfing sulle onde del qualunquismo, parlando di fannulloni e quant´altro. Senza mai assumersi le sue responsabilità». Però lo sciopero è destinato a rientrare. Il governo ha detto che metterà i soldi necessari. È durato tutto lo spazio di un mattino? Il sindacato dice che per la pubblica amministrazione servirebbe un piano industriale come in un´azienda privata. Ma nessuna impresa dà i soldi prima dell´accordo. Come fate a chiedere nuovi aumenti quando dal Libro verde sulla spesa emerge che tra il 2001 e il 2006 le retribuzioni pubbliche sono cresciute del 30 per cento, il 10 per cento in più del privato e il doppio dell´inflazione? «È falso!» Veramente anche Bankitalia dice che gli stipendi pubblici sono svincolati dalla produttività. È falso anche questo? Ma è anche vero che la nostra pubblica amministrazione non è ai primi posti per efficienza. Da dove nasce il malcontento che si registra nelle assemblee sul protocollo sul welfare? |
"Intervista" Bonanni: «Altro che impiegati fannulloni...»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021