Pagina 2 -Primo Piano Napolitano presidente del dialogo ?Avr? attenzione e rispetto per tutti? ?Non sar? in alcun momento il presidente solo della maggioranza che mi ha eletto?. Sono le 17 e quarantacinque in punto, e la cartella che Giorgio Napolitano sta leggendo davanti al Parlamento ? la numero venti. L’ultima. Il modo con il quale sceglie di lanciare il messaggio che tutti i suoi moderni predecessori, anche Ciampi, anche Scalfaro, hanno lanciato alla Nazione al momento del loro insediamento, ? molto di pi? che un semplice ?Sar? il Presidente di tutti?. Sta tutto in quel ?non sar?, non sar? solo della parte cui appartengo. Ed ? molto pi? forte: ?Avr? attenzione e rispetto per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicher? senza risparmio le mie energie all’interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte?. L’applauso che arriva, qualcuno li ha contati e questo ? il trentunesimo, ? il pi? trascinante. Quello al quale anche Berlusconi infine sia pur flebilmente partecipa, prima di alzarsi e lasciare per primo l’Aula, scuro in volto. Non a caso. Durante i quaranta minuti di messaggio alla nazione, le parole ricorrenti di Napolitano saranno ?maturit?, ?sobriet?, ?senso del limite?: valori, e richiamo a uno stile che ? facile notare come perfettamente diversi, e in verit? propriamente opposti, allo stile-Berlusconi. E’ la chiosa politica di un forte discorso politico, per quanto istituzionale e rigoroso, iniziato tratteggiando con lucidit? la stessa condizione di una Legislatura che ?si ? aperta nel segno di un forte travaglio e a conclusione di un’aspra competizione elettorale, dalla quale gli opposti schieramenti politici sono emersi entrambi largamente rappresentativi del corpo elettorale?. Non si nasconde Napolitano che uno dei due schieramenti ha ?sia pur lievemente prevalso sull’altro?: il fatto che gli spetti adesso di governare il Paese ? ?la naturale espressione del principio maggioritario che l’Italia ha assunto da quasi un quindicennio?. E’ proprio per questo, ? proprio perch? siamo nel bipolarismo, ?evoluzione? dalla quale beninteso ?non si torna indietro?, che occorre ?coltivare i rapporti tra maggioranza e opposizione?. Certo, il momento non ? sereno, ?si ? instaurato un clima di pura contrapposizione e incomunicabilit?. Ma, ecco il vero slogan del suo settennato, ?? venuto per l’Italia il tempo della maturit? per la democrazia dell’alternanza?. Il luogo per esercitarla c’?: ? il Parlamento. Le forze politiche dovranno impegnarvisi, la politica deve ?recuperare? il suo ruolo ?nella vita del Paese e nella coscienza dei cittadini?, rifuggendo ?esasperazioni e immeschinimenti?. Insomma: la via ? quella della legittimazione reciproca. Ed ? una via obbligata. Ne va del ?bisogno di serenit? ed equilibrio degli italiani?. Vale anche per la Resistenza: intanto, ? in perfetta continuit? (con buona pace dei revisionismi) e anzi ?il culmine? del Risorgimento. Poi in essa ?ci si pu? ritrovare?: nel rispetto della memoria di tutti, ma riconoscendo ?la liberazione dal nazifascismo?. In questa cornice politica, molti altri messaggi hanno composto la prima fotografia di quel che Napolitano intende come proprio magistero, guardando al futuro con i piedi ben piantati nel sentiero maestro dei valori costituzionali: ?Il riconoscimento concreto del diritto al lavoro, assai lontano dal realizzarsi?, anche per ?la precariet? e le mancanze di garanzie? (altro applauso non pienamente condiviso). Il superamento vero delle differenze di razza, con l’apertura della nostra societ? ai diritti degli immigrati, i quali ?contribuiscono alla nostra prosperit?, e ?delle formidabile risorse femminili non mobilitate e non valorizzate, n? nel lavoro n? nella vita pubblica?, evocate attraverso l’esempio di Nilde Iotti. Stato e Chiesa indipendenti e sovrani, e anche pluralismo e libert? per le varie confessioni religiose. La politica per il Mezzogiorno e la vocazione euromediterranea. L’importanza delle ?comunit? intermedie?, il volontariato, il no profit. La libert?, la sicurezza, la giustizia di fronte al terrorismo internazionale: e qui Napolitano cita ?l’azione efficace e congiunta di magistratura e forze dell’ordine?. Berlusconi, inopinatamente e sempre flebilmente, per la prima volta applaude: come An, che plaude all’elogio delle ?forze dell’ordine?. Il cuore del discorso, e anche quello di Napolitano, batte sull’Europa. La crisi che l’ha investita va combattuta, l’Italia deve riprendere il suo ruolo propulsore di Paese Fondatore. Un impegno ?che il presidente Ciampi ha in questi anni appassionatamente indicato?. E al quale, ma questo non lo dice, Napolitano ha sommessamente ma non poco contribuito, suggerendo ad esempio nel febbraio del 2003 a Ciampi di indirizzare un richiamo europeistico a Berlusconi. E’ l’Europa, ? la politica internazionale, dice ancora, il campo del confronto e dell’auspicabile consonanza tra maggioranza e opposizione. Quanto alle crisi internazionali, presenti e future, ?il ritiro dall’Iraq compete al Parlamento?, a tutti cercare la stabilizzazione dell’Afghanistan, e ?uno sbocco positivo? alle tensioni con l’Iran. La vera sorpresa, per?, stava all’inizio: Napolitano, che per una vita ha considerato gli interventi armati ?umanitari? gi? previsti dallo statuto delle Nazioni Unite, ha ricordato il costituzionale ?ripudio della guerra?. E’ stato davvero quello di ieri il discorso di chi sar? un Presidente di tutti. Di chi sta a destra, di chi sta al centro, ma anche di chi sta a sinistra. |
"IlPresidente 1" «Avrò attenzione e rispetto per tutti»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021