IL RETROSCENA Il premier osserva con preoccupazione gli sviluppi sulla manovra ed ? tentato di far slittare il voto sul decreto fiscale e sulle pensioni aspettiamo primavera Le proteste per i tagli ministeriali sono considerate ?scontate? a Palazzo Chigi. Ma l?altol? di D?Alema ha messo in allarme il premier. Anche perch? ormai gli attacchi, pi? o meno espliciti, all?indirizzo di Tommaso Padoa-Schioppa sono diventati quotidiani. ?? chiaro - ripeteva ad esempio nei giorni scorsi Clemente Mastella - che questo ? un problema di Prodi. A gennaio dovr? decidere cosa fare con il ministro dell?Economia?. Senza contare che praticamente tutti i capigruppo dell?Unione a ogni pi? sospinto se la prendono con il titolare del Tesoro: ?Non ? mai presente - hanno intonato quasi in coro ieri nella riunione con Vincenzo Visco e Massimo D?Alema - forse se si facesse vedere qua alla Camera, tanti incidenti non si verificherebbero?. Frecciate cui il presidente del consiglio risponde sempre blindando il suo ministro: ?La politica economica del governo ? la politica di Padoa-Schioppa?. Eppure, ieri, quando ? partito l?affondo sull?articolo 53 della Finanziaria, dopo D?Alema un po? tutti hanno rincarato la dose. Tant?? che Visco ha dovuto ergere un muro: ?Quella norma c?? fin dall?inizio, in consiglio dei ministri l?hanno approvata tutti. E se la modificassimo, bisognerebbe riscrivere tutte la manovra. La coperta ? corta. Ma non mi venite a proporre nuove tasse?. Alla fine il compromesso ? stato trovato: verr? ridotta la sforbiciata agli Esteri e affidato al ministro Chiti il compito di svolgere una verifica e raccogliere tutte le indicazioni dei singoli ministri su ?dove tagliare?. La responsabilit? di tutto ? dunque ricaduta sul sottosegretario Nicola Sartor. Molti ministri hanno iniziato a chiedere esplicitamente le sue dimissioni: ieri Padoa-Schioppa ha addirittura ricevuto una sorta di appello "cumulativo" ad esercitare un maggiore controllo sul suo sottosegretario. L?altol? dei comuni, che chiedono il rispetto dell?accordo del 10 ottobre, ha poi acuito l?allarme del premier. Che a questo punto teme possa essere agevolato il compito della Cdl al Senato. Non a caso il voto sul delicatissimo decreto fiscale, previsto per la prossima settimana, slitter? almeno di setti giorni. Il governo vuole preparare meglio il terreno avendo gi? deciso di porre la fiducia. E per lo stesso motivo il Professore sta pensando di rinviare la discussione sulla riforma previdenziale. ?A gennaio - ? il suo ragionamento - avremo ancora tutte le tensioni della Finanziaria?. Vuole quindi far decantare la situazione. L?appuntamento sar? fissato a primavera, magari a fine marzo. Nel frattempo l?Unione si concentrer? sul ddl Gentiloni e sul conflitto di interessi. ?La partita previdenziale poi - ? l?intenzione del premier - la gestir? in prima persona io?. |
"Governo" Prodi: basta con le tensioni tra di noi
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021