Prima Pagina - Editoriale Riforme e conflitti senza regole di Pietro Ichino I segni di questa degenerazione del nostro tessuto civile si sono fatti sempre pi? frequenti negli ultimi anni: il Corriere non ha mancato di sottolinearne, di volta in volta, la gravit?. Sembra essersi diffusa l'idea secondo cui, quando una vertenza collettiva non si sblocca con le buone, ? ?inevitabile? fare ricorso alle maniere forti: dalla violazione della legge sugli scioperi nei servizi pubblici ai blocchi stradali e ferroviari, fino alla violenza fisica sulle persone e sulle cose. Cos? saltano tutti i meccanismi civili di bilanciamento degli interessi contrapposti, ivi compreso quello essenzialissimo fondato sulla sovranit? del Parlamento; vengono meno il filtro della ragionevolezza delle rispettive posizioni e la spinta a individuare nuovi meccanismi pi? sofisticati per la conciliazione degli interessi contrapposti; prevale brutalmente l'interesse di chi ? pi? spregiudicato nel far valere la propria capacit? di interdizione. Il nocciolo della questione, tra governo e tassisti, ? se sia giusto permettere che il servizio delle auto pubbliche sia offerto anche da imprese medie o grandi, operanti con una pluralit? di vetture e di conducenti da esse dipendenti: ne deriverebbe una riduzione dei costi del servizio, con beneficio generale; ne deriverebbe anche una riduzione del mercato per gli attuali tassisti-artigiani, i quali potrebbero per? essere integralmente indennizzati per la perdita della vecchia posizione di monopolio. Gli sviluppi della vertenza paiono indicare che alla Repubblica Italiana oggi ? inibito di scegliere sovranamente la soluzione pi? ragionevole di questo conflitto di interessi, per ragioni di ordine pubblico. Se l'esito della vicenda sar? davvero questo, non potranno trarsene davvero buoni auspici per il futuro del nostro Paese. |
"Governo" La sovranità limitata (P.Ichino)
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021