Pagina 18 - Primo Piano I prossimi dossier sul tavolo di Bersani Dai cimiteri ai distributori di benzina ROMA - Ci sono voci sorprendenti, come quella dei servizi cimiteriali, che in Italia alcuni comuni gestiscono ancora in esclusiva. E che, a dispetto dell’apparenza, nascondono business di tutto rispetto in parte ancora al riparo della concorrenza. Ma ci sono anche capitoli aperti da anni, e senza esito. Come quello delle pompe di benzina, con una riorganizzazione che non c’? mai stata e tutto questo sulle spalle degli automobilisti: che devono andare in Spagna per poter leggere sui display della societ? concessionaria delle autostrade i prezzi dei carburanti al distributore successivo, e regolarsi di conseguenza, mentre in Italia le Autostrade e gli altri gestori si sono sempre rifiutati di fare lo stesso con la scusa che chi guida l’auto si potrebbe distrarre e causare un incidente. C’?, insomma, soltanto l’imbarazzo della scelta. Se il governo di Romano Prodi vorr? tener fede al programma, l’agenda delle liberalizzazioni ? destinata inevitabilmente ad allungarsi. Dal business del caro estinto, ai carburanti, ma anche al commercio e agli orari di apertura delle farmacie. Per arrivare al delicatissimo tema dell’energia: al ministero dello Sviluppo economico ? sotto esame un elenco analogo a quello chiesto all’Antitrust sulle segnalazioni che non hanno avuto esito, presentato dall’Autorit? per l’energia. E non si escludono altre sorprese nemmeno su quel fronte. Anche perch? il decreto di Pierluigi Bersani, che ha fatto saltare i nervi ai tassisti di tutta Italia, non riguarda che una parte delle questioni sollevate nel corso degli anni dall’Autorit? garante della concorrenza e del mercato. Senza, ovviamente, che i suoi suggerimenti venissero ascoltati. C’? per esempio la faccenda della liberalizzazione del commercio. Gi? alla fine degli anni Novanta Bersani aveva cercato di scardinare il sistema. Ma la sua riforma si era scontrata con ostacoli che ne avevano impedito la concreta attuazione. Il motivo ? semplice: la liberalizzazione doveva essere recepita con leggi regionali. E in molti casi le Regioni l’hanno interpretata in modo tale da vanificarla. Lo stesso rischio che ora si corre con le licenze dei tassisti, la cui gestione ? affidata alla piena autonomia dei comuni. Dove le lobby hanno certamente vita pi? facile e la giungla che imprigiona il mercato funziona come un orologio svizzero. Fu Marco D’Alberti, prima di essere nominato componente dell’Antitrust, a scoprire, proprio in una indagine realizzata per conto di quell’autorit? quando era presieduta da Giuliano Amato, qualcosa come 223 concessioni che, a partire dal 1923 a oggi, sia a livello nazionale che locale, mettono interi settori al riparo dalla concorrenza. Pi? della met?, secondo quello studio, prive di alcuna giustificazione. Sergio Rizzo |
"Governo" I prossimi dossier sul tavolo di Bersani
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021