marted? 14 novembre 2006

    Pagina 7 - Interni
      IL CASO

      Da Filippo Andreatta a Castagnetti, i commenti dei prodiani all?uscita sull? "Italia impazzita"
        ?Doveva dire quelle frasi-choc?
        ma gli amici di Romano si dividono

        GOFFREDO DE MARCHIS
          ROMA - La senatrice della Margherita Marina Magistrelli racconta che sabato sera guardava distrattamente il telegiornale nella sua casa di Ancona. Ha visto apparire l?amico Prodi, l?ha sentito pronunciare la frase sul Paese impazzito, che non guarda al futuro. ?E ho esclamato: era ora!?. Secondo la Magistrelli, ? arrivato davvero il momento che il premier si rivolga direttamente al Paese, accetti finalmente ?le regole di comunicazione che Berlusconi ha imposto negli ultimi cinque anni e dalle quali purtroppo non si torna indietro in un amen. Cio?, accettare la politica-spettacolo, l?esibizione televisiva?. ? un cedimento, forse, magari si rischia, visti i pericoli del cambio di rotta, di sbagliare i toni e i termini, di attirarsi le critiche feroci dell?opposizione, ma anche le perplessit? degli alleati. Proprio come ? successo al Professore. Insomma, ha senso dire agli italiani che sono ?pazzi?, che non capiscono una manovra ?giusta e seria?, come ha ripetuto spesso Prodi in questi giorni? O non sono maggioranza e governo a procedere in ordine sparso, disorientando l?opinione pubblica? Anche i prodiani della cerchia pi? stretta s?interrogano. Partendo per? da un dato: quella di Prodi ? la fotografia dell?Italia, della sua realt?.

          Silvio Sircana, che di Prodi ? il portavoce, vede solo luci nel messaggio di sabato, dal treno per Crevalcore. ?Dichiarazione perfetta. Abbiamo deciso insieme di sparigliare i giochi, di alzare il livello della comunicazione?, spiega. Il prodiano eterodosso Pierluigi Castagnetti condivide la tesi dell?uscita del premier, apprezza anche le parole pronunciate ieri a Sky Tg24, quella metafora calcistica di una squadra che parte in classifica da -26. Dice Castagnetti: ?Il Paese ? ormai disabituato a ragionare in termini di interesse generale. Ha perso quello che Achille Ardig? chiamava il senso del centro, l?equilibrio?. Per? un politico, tanto pi? il numero uno dei politici, dovrebbe affrontare la frammentazione invece di sbatterla in pfaccia ai frammentati. ?Potrebbe dire che la missione del suo governo ? curare il Paese impazzito?, ammette Castagnetti. Quindi, spiegare, spiegarsi, dire come e perch?. Un discorso pi? complesso, pi? articolato. Andava forse fatto prima ?e sicuramente oggi non si pu? prendere gli italiani di petto con una battuta - continua il vicepresidente della Camera - . Ecco, in quel caso meglio stare zitti. Una situazione cos? grave impone il silenzio?.

          ? una diversa strategia comunicativa. Il silenzio. Poco ortodossa, come Castagnetti. Difficile comunicare sacrifici, tagli, tasse, risanamento, ?aspettative decrescenti?, le chiama Filippo Andreatta, giovane professore e ultra prodiano, coordinatore della scuola di formazione del Partito democratico. Allora meglio stare zitti. Beh, no. ?Il governo - continua Andreatta - paga un problema di comunicazione, fatica a motivare i sacrifici. Prodi, sabato, ha cercato di rilanciare il disegno di fondo contro i particolarismi dei partiti e delle categorie, veri attori del "pochi, maledetti e subito"?. Ma non basta il cortocircuito mediatico a spiegare uno sfogo come quello di Crevalcore. ?I governi di coalizione sono il vero problema?, dice Andreatta. Lo diceva anche Berlusconi quando chiedeva il 51 per cento per Forza Italia... ?Ricordo bene. La questione per? ? di meccanismi istituzionali, non di voti. Il presidente del consiglio italiano ha meno strumenti del premier britannico o del capo della Casa bianca. E il discorso si lega alla riforma elettorale e al Partito democratico?. Visto come la chiave per ridurre la frammentazione. ?Siamo impegnati nella costruzione del nuovo soggetto - sottolinea la Magistrelli - proprio per raggiungere quell?obiettivo. Il centrosinistra ha 13 partiti e il centrodestra 9: cos? ? impossibile governare. Per tutti?. Salvatore Vassallo, uno dei saggi chiamati a scrivere il manifesto del Pd, ?l?uomo dei gazebo?, non si nasconde che il problema ?? duplice. Il governo ha difficolt? a presentare in modo autorevole la richiesta di sacrifici. Ma anche a tenere insieme le varie articolazioni della sua maggioranza?.

          Per i prodiani doc tuttavia non si pu? che partire dal linguaggio, da un cambiamento di passo nella comunicazione. Pi? semplice che costruire il Partito democratico o cambiare la legge elettorale o dare poteri nuovi al premier. ?Conosco Prodi da 11 anni - dice la Magistrelli - . E non dimentico quando a Palazzo Chigi, nel ‘96, arrivavano sulla sua scrivania una valanga di progetti per la comunicazione. Lui ha sempre risposto no grazie perch? pensava di poter far passare il messaggio con i fatti. Ma ormai ? cambiata l?aria, ? cambiato il Paese. Dunque, era ora che cominciasse a parlare chiaro?.