Pagina 7 - Interni Da Filippo Andreatta a Castagnetti, i commenti dei prodiani all?uscita sull? "Italia impazzita" ma gli amici di Romano si dividono Silvio Sircana, che di Prodi ? il portavoce, vede solo luci nel messaggio di sabato, dal treno per Crevalcore. ?Dichiarazione perfetta. Abbiamo deciso insieme di sparigliare i giochi, di alzare il livello della comunicazione?, spiega. Il prodiano eterodosso Pierluigi Castagnetti condivide la tesi dell?uscita del premier, apprezza anche le parole pronunciate ieri a Sky Tg24, quella metafora calcistica di una squadra che parte in classifica da -26. Dice Castagnetti: ?Il Paese ? ormai disabituato a ragionare in termini di interesse generale. Ha perso quello che Achille Ardig? chiamava il senso del centro, l?equilibrio?. Per? un politico, tanto pi? il numero uno dei politici, dovrebbe affrontare la frammentazione invece di sbatterla in pfaccia ai frammentati. ?Potrebbe dire che la missione del suo governo ? curare il Paese impazzito?, ammette Castagnetti. Quindi, spiegare, spiegarsi, dire come e perch?. Un discorso pi? complesso, pi? articolato. Andava forse fatto prima ?e sicuramente oggi non si pu? prendere gli italiani di petto con una battuta - continua il vicepresidente della Camera - . Ecco, in quel caso meglio stare zitti. Una situazione cos? grave impone il silenzio?. ? una diversa strategia comunicativa. Il silenzio. Poco ortodossa, come Castagnetti. Difficile comunicare sacrifici, tagli, tasse, risanamento, ?aspettative decrescenti?, le chiama Filippo Andreatta, giovane professore e ultra prodiano, coordinatore della scuola di formazione del Partito democratico. Allora meglio stare zitti. Beh, no. ?Il governo - continua Andreatta - paga un problema di comunicazione, fatica a motivare i sacrifici. Prodi, sabato, ha cercato di rilanciare il disegno di fondo contro i particolarismi dei partiti e delle categorie, veri attori del "pochi, maledetti e subito"?. Ma non basta il cortocircuito mediatico a spiegare uno sfogo come quello di Crevalcore. ?I governi di coalizione sono il vero problema?, dice Andreatta. Lo diceva anche Berlusconi quando chiedeva il 51 per cento per Forza Italia... ?Ricordo bene. La questione per? ? di meccanismi istituzionali, non di voti. Il presidente del consiglio italiano ha meno strumenti del premier britannico o del capo della Casa bianca. E il discorso si lega alla riforma elettorale e al Partito democratico?. Visto come la chiave per ridurre la frammentazione. ?Siamo impegnati nella costruzione del nuovo soggetto - sottolinea la Magistrelli - proprio per raggiungere quell?obiettivo. Il centrosinistra ha 13 partiti e il centrodestra 9: cos? ? impossibile governare. Per tutti?. Salvatore Vassallo, uno dei saggi chiamati a scrivere il manifesto del Pd, ?l?uomo dei gazebo?, non si nasconde che il problema ?? duplice. Il governo ha difficolt? a presentare in modo autorevole la richiesta di sacrifici. Ma anche a tenere insieme le varie articolazioni della sua maggioranza?. Per i prodiani doc tuttavia non si pu? che partire dal linguaggio, da un cambiamento di passo nella comunicazione. Pi? semplice che costruire il Partito democratico o cambiare la legge elettorale o dare poteri nuovi al premier. ?Conosco Prodi da 11 anni - dice la Magistrelli - . E non dimentico quando a Palazzo Chigi, nel ‘96, arrivavano sulla sua scrivania una valanga di progetti per la comunicazione. Lui ha sempre risposto no grazie perch? pensava di poter far passare il messaggio con i fatti. Ma ormai ? cambiata l?aria, ? cambiato il Paese. Dunque, era ora che cominciasse a parlare chiaro?. |
"Governo" Gli amici di Romano si dividono
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021