venerd? 7 luglio 2006

    Pagina 15 - Economia/Oggi

    Damiano: risorse contro il precariato
      Il ministro in Senato: nessuna riforma delle pensioni, ma va abolito lo scalone

      di Nedo Canetti / Roma

      LA LINEA Legge Biagi da revisionare, ma non da abrogare; nessuna nuova riforma delle pensioni, ma eliminazione dello ?scalone?; taglio del cuneo fiscale legato al lavoro a tempo indeterminato; concertazione. Questi i capisaldi delle linee di politica del suo dicastero che il ministro Cesare Damiano ha indicato ieri nel corso di un'audizione alla commissione Lavoro del Senato.

      ?Per quanto riguarda la legge 30 - ha confermato - non intendo andare nel senso di una sua abrogazione, ma allo stesso tempo non credo basti perseguire la strada del suo completamento: occorre rivederla nella direzione della cancellazione delle forme di lavoro pi? precarizzanti?. Il governo, annuncia il ministro, ? disponibile ad aprire un tavolo di concertazione ?per giungere, nel medio periodo ad una soluzione?.

      Damiano considera necessaria anche una riforma degli ammortizzatori sociali che devono essere ?una rete di sicurezza per diverse categorie di lavoro?. Da rivedere: la definizione del criterio di utilizzo del tempo determinato e del part-time; le norme sulla maternit? e paternit? e quelle sui disabili; la normativa sugli appalti.

      Attenzione particolare sar? posta ai problemi del lavoro nero, irregolare e precario di varia natura, alla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, con la ripresa del Testo unico, gi? parzialmente affrontato nella passata legislatura. A questo proposito, il ministro ha segnalato il problema degli ispettori, oltre 5.000, ?il cui lavoro, oggi concentrato per il 55% in attivit? burocratiche, deve cambiare indirizzo, dando priorit? al territorio?.

      Sulle pensioni, Damiano non ritiene che si debbano operare nuove riforme e che la bussola debba rimanere l'impianto della riforma Dini ?che ha conseguito notevoli risparmi quantificabili tre il 1996 e il 2000 in 100 miliardi di euro? e che ha al suo interno ?i meccanismi di riequilibrio del rapporto tra spesa pensionistica e Pil?. Per la sua iniquit?, lo ?scalone? del 2008 della riforma Maroni bisogna, per?, affrontarlo, con misure alternative a costo zero. Si punter? sul decollo del sistema delle pensioni integrative estendendole al settore pubblico (ora ? interessata solo la scuola). Il ministro ha poi confermato che il taglio del cuneo fiscale deve obbedire a due criteri, portare risultati contemporaneamente all'impresa e al lavoratore, e selezionare l'intervento. L'incentivo a vantaggio delle imprese deve essere collegato ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

      Infine, la concertazione, ?uno strumento necessario?, perch? concertare non significa ?imporre decisioni, ma cercare le sintesi nel confronto, ferme restando le prerogative del governo e del Parlamento sulle decisioni conclusive?.