mercoled? 28 giugno 2006

    Pagina 3


    SINDACATI. IERI ? STATO IL GIORNO DI PRODI
      ?Damiano vero anti-Padoa Schioppa?
      Ecco l'unico ministro che piace alla Uil

      Di Ettore Colombo
        ?La legge Biagi va completata, non abrogata? ma soprattutto servono nuovi e pi? efficienti ?ammortizzatori sociali?. Applausi. ?La riduzione del cuneo fiscale si pu? fare senza toccare i contributi pensionistici e con una manovra a tenaglia che preveda l'abbassamento dei contributi per i lavoratori a tempo indeterminato e l'innalzamento dei contributi per altre tipologie di lavoro come il lavoro parasubordinato, attuando per? delle selezioni?. E, soprattutto, i benefici del cuneo devono andare ?sia alle imprese che al lavoro?. Applausi convinti. Infine, sulle pensioni, ?la mia bussola ? la riforma Dini del 1995?: occorre ?un atteggiamento di grande rigore e di grande prudenza?. Lo scalone del 2008, introdotto da Maroni, ?? iniquo?. Senza dire che ?bisogna far decollare subito la riforma della previdenza integrativa?. Applausi a scena aperta. Cos? parl? il ministro del Lavoro Cesare Damiano, intervenendo al congresso della Uil a fine mattinata. Dopo lo show di Prodi, il cui arrivo ha interrotto l'intervento del segretario della Cgil Guglielmo Epifani con un parapiglia di cameramen, fotografi e giornalisti, e dopo l'ntervento del segretario della Cisl Raffaele Bonanni. Damiano parla a un'ora tarda, quando l'attenzione dei media ? calata, ma quella degli uillini no e il commento che si sente in sala ? quasi liberatorio: ?E' lui il nostro punto di riferimento vero, al governo?. E anche: ?E' lui il vero anti-Padoa Schioppa?. Il ministro, naturalmente, rifiuta la definizione (?Io e Padoa Schioppa siamo in perfetta sintonia?, dice) ma certo ? che sa come toccare le corde di un sindacato “riformista”. E non solo perch? da l?, dal sindacato, viene (?Quando parlo qui mi sento a casa?, esordisce) o solo perch? ? stato lui il regista di quell'operazione politica che port? centinaia di iscritti della Uil a entrare in massa nei Ds, ai tempi del congresso di Pesaro del 2001, quando lo scontro tra Quercia di Fassino e Cgil di Cofferati era al culmine e questi arriv? a dire che ?i Ds avevano un nuovo sindacato di riferimento, la Uil...?. Ma proprio perch? le cose stanno pi? o meno cos?: se Padoa Schioppa rappresenta (al meglio, dal lato di chi gli si oppone come di chi lo appoggia) l'anima “rigorista” del governo, quella che chiede ?moderazione salariale?, ?moratoria sui contratti pubblici? e necessit? di ?toccare? le pensioni, Damiano rappresenta quella “sviluppista”. Anche pi?, forse, dello stesso ministro alla Solidariet? sociale Paolo Ferrero, capodelegazione del Prc al governo, che in questi giorni ha dato diverse interviste per mandare al ministro dell'Economia segnali netti: niente stangate sui ceti deboli o inasprimento dell'Iva, necessit? di colpire le rendite, l'evasione e l'elusione fiscale (come chiedono con insistenza i sindacati) e abolizione del secondo modulo di riforma fiscale, per non dire della spesa pensionistica, ?nient'affatto fuori controllo?. Ma se, per la Cgil, Rifondazione ? utile a ?fare quadrato?, non cos? ? per la Uil (e per la Cisl). Non a caso, proprio il uillino-diessino Paolo Pirani, numero due di Angeletti, spiega al Riformista: ?Il linguaggio del Prc non ? il nostro, quello di Damiano s?. Il punto ? che non si pu? confondere la politica dei redditi, che vogliamo, con la moderazione salariale. Un nuovo patto sociale come quello del '93 oggi deve e pu? essere finalizzato allo sviluppo?.
          Damiano interviste e dichiarazioni sulla manovra bis, quella che ai sindacati proprio non piace (ieri ? tornato a dirlo con forza Bonanni) non ne d? ma non ci vuol molto a capire che la linea del “rigore” senza “equit?” (e anche Prodi ieri ha tenuto a ribadire che i due termini non possono viaggiare separati) non gli piace e che la sua ?stella polare? ? la ripresa del metodo (e della sostanza) della concertazione. Tema di cui ha parlato con forza Prodi (?E' e sar? il metodo del governo?) con parole che hanno “rassicurato” sia Angeletti che Bonanni, il quale per? non ha caso ha apprezzato pi? volte, nel suo intervento, l'operato ?calmieratore? di Damiano. Il problema ? e resta la Cgil: ieri Epifani, al di l? di qualche (garbatissima) puntura di spillo con la Uil in merito all'articolo 18 ? stato secco ma chiaro: nessun s? ?a prescindere? alla politica economica del governo, ?se si vuole un'interlocuzione col sindacato le cose che dice devono pesare sulle scelte, essere conseguenti?. E soprattutto: ?Non accetteremo tagli indiscriminati a scuola e sanit?, figuriamoci sul fronte - caldissimo, in questi giorni - del pubblico impiego. ?Cos? non ci siamo?, ha chiuso, avvertendo: ?La luna di miele al governo l'abbiamo concessa, ma anche le lune di miele finiscono. Ora ? il tempo delle scelte e delle risposte?. Parole non certo di buon auspicio, in vista dell'incontro di gioved? tra governo e parti sociali. ?Ancora aspettiamo una convocazione ufficiale...?, dicono a mezza bocca in Cgil e dice a chiare lettere Bonanni. No, cos? non va bene. Chiss? se la colpa ? tutta e sola di Padoa Schioppa, nel governo.