«Da un governo che si richiami ai valori della democrazia e del lavoro ci si aspetta molto di più che da un governo che si affida alla precarietà e all'economia sommersa — scrive il leader dell'area " dura" della Cgil sulle colonne di Liberazione, quotidiano di Rifondazione comunista —. Proprio per questo bisognerebbe annunciare a Prodi che a un governo di centro sinistra non si faranno sconti, non si concederanno scambi, ma si chiederanno, con la lotta ove necessario, cambiamenti profondi rispetto al passato » . Non basta insomma rimandare a casa il governo Berlusconi per assicurarsi, se non l'amicizia, almeno la non belligeranza del sindacato "rosso". Serve una « vera svolta » , scrive Cremaschi: non certo il ritorno a quella « politica di concertazione e di patto sociale » che ha caratterizzato la passata stagione dei governi ulivisti, politica che secondo Cremaschi è oggi riproposta da « un vasto arco neocentrista di forze politiche e poteri economici » . No a nuovi sacrifici nel nome del risanamento dei conti pubblici, insomma. |
«Fuggire dall'idea del governo amico»
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021