sabato 16 dicembre 2006
      Pagina 2 - Politica/Oggi


      Un decreto canceller? il colpo di spugna
        Ma ? polemica: chi ha inserito quella norma? Occhi puntati sui Dl. Scoppia il caso delle ?fonti energetiche?

        COMMA 1346 ?Impediremo che quella norma entri in vigore sia pure per un solo minuto?. ? Anna Finocchiaro, durante le dichiarazioni di voto sulla Finanziaria, a chiudere una volta per tutte la polemica sulle prescrizioni dei reati contabili inserite nel maxi-emendamento redatto dal governo. La ?norma vergogna? sar? abrogata da un decreto da emanare prima del nuovo anno (probabilmente il 27 dicembre), cio? prima che la manovra diventi efficace. Cos?, con un altro tratto di penna, si canceller? il ?colpo di spugna? che qualcuno ha inserito nella versione finale della manovra. Il comma incriminato, il numero 1.346, scomparir? prima di entrare in vigore, non sar? mai legge. Ad assicurarlo c’? lo stesso governo, con Antonio Di Pietro che alza la voce. Molto pi? difficile cancellare le ?ferite? politiche che quell’?improvvido? comma ha provocato. I malumori in Senato si fanno sentire soprattutto nel gruppo dell’Ulivo, ai cui vertici ci sono molti firmatari della versione originaria della proposta (molto diversa da quella trascritta perch? conteneva dei ?paletti? alla sanatoria). Naturalmente l’opposizione affonda la lama, e in Aula inscena una bagarre mentre parla la capogruppo per quell’accenno a Silvio Berlusconi (?esperto di leggi ad personam?, dichiara Finocchiaro), oscurando il fatto che una norma molto simile fu votata anche dal centro-destra e bloccata dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi. E tralasciando che proprio per reesponsabilit? dell’opposizione (che ha negato l’ok a un nuovo passaggio in commissione), il comma non si ? potuto cancellare gi? in Senato.

        La ferita ? profonda e non ? l’unica. La fiducia votata sulla manovra lascia aperta anche un’altra partita, che rischia di trasformarsi in un terremoto. ? la questione Cip6, ovvero dei contributi assicurati dallo Stato alle aziende che forniscono energia rinnovabile ?e assimilata?. In questa parolina compaiono molte fonti inquinanti, che nonostante tutto vengono sovvenzionate con soldi pubblici. Al Senato si era deciso di ?tagliare? gli aiuti alle fonti ?non pulite?. L’emendamento, presentato da Rifondazione e dai Verdi, aveva avuto l’ok dal governo. Ma la versione finale ?salva? le aziende autorizzate, ridimensionando di molto l’intervento. La reazione non si ? fatta attendere: o si modificher? anche questa norma con il decreto di fine anno, o Rc e Verdi non si presentaranno pi? in aula. Per Tommaso Sodano (Rc) si tratta infatti di ?una truffa legalizzata? e il senatore annuncia in Aula minaccia la ?diserzione? sul ?pacchetto? energia.

        Ma ? la ?questione? prescrizioni a tenere banco. E in Senato ? caccia al responsabile. Il governo si trincera dietro un errore materiale a dire la verit? difficilmente credibile. Il fatto ? che l’emendamento originario non solo era stato bocciato (e dunque avrebbe dovuto scomparire), ma era anche diverso. La proposta era firmata da Fuda, Zanda, Sinisi, Bruno, Boccia, Ladu e Iovene. ? su Piero Fuda (gruppo misto), senatore calabrese legato a Loiero, che si appuntano i sospetti di molti dell’opposizione. E sotto tiro finisce il gruppo dell’Ulivo. Iovene (Ds) chiede scusa, Zanda (Margherita) chiarisce che la proposta era diversa. Finocchiaro si assume la responsabilit? politica, ma poi ricorda come due senatori del gruppo (Salvi e Manzione) abbiano per primi denunciato la cosa. Poi in Aula qualcuno riferisce che Salvi sospetterebbe di Francesco Rutelli, ma ? lo stesso Salvi a smentire tutto. In serata arriva il comunicato di Rutelli che minaccia querela. Insomma, ? caos.