mercoled? 27 settembre 2006

    Pagina 7 - Economia/La manovra d'autunno


    Treu: cos? siamo il governo delle tasse

    intervista
    PAOLO BARONI
      ROMA
      ?E’ una manovra squilibrata: ci sono troppe tasse e poco rigore? attacca Tiziano Treu, responsabile economico della Margherita e presidente della Commissione Lavoro di palazzo Madama. A tre giorni dal varo della Finanziaria il senatore veneto manda a Prodi e Padoa-Schioppa un messaggio preciso: ?Attenti a inviare segnali sbagliati, attenti a non commettere errori?.
        La Finanziaria ? in dirittura d’arrivo, che impressione si ? fatto?
          ?Che ci sono troppi aumenti di tasse e poco rigore. Fino ad oggi l’immagine che diamo ? quella di un governo che sembra non essere in grado di trovare i risparmi necessari aggredendo gli sprechi e che insensibilmente slitta verso l’aumento delle imposte?.
            Strada sbagliata?
              ?Innanzitutto c’? un problema di quantit?: se arriviamo ad avere un aumento di pressione fiscale pari a un punto di Pil, politicamente parlando, ci troviamo di fronte a una vera e propria bomba?.
                Addirittura?
                  ?L’Unione non aveva mai detto di voler seguire questa strada?.
                    Teme un effetto boomerang?
                      ?Beh, in questo modo si finisce per dar ragione a quelli che accusano il governo di voler colpire soprattutto i nemici (dai tassisti ai professionisti, ai lavoratori autonomi) senza riuscire a fare un discorso serio sul pubblico impiego (non certo per licenziare come chiede il professor Ichino, ma almeno per ridurre sprechi e doppioni), sui costi della politica e su quelle centinaia e centinaia di amministratori sparsi nei posti di potere pubblici e parapubblici. Sarebbe chiaramente un segnale politico sbagliato?.
                        Torniamo al mix di interventi. Oltre al fisco cosa c’? che non va?
                          ?Io sono d’accordo ad alleggerire, per quanto possibile, la posizione delle famiglie pi? povere e dei cosiddetti incapienti. Per?, per realizzare questi interventi che ritengo giusti, non si pu? colpire indifferenziatamente i lavoratori autonomi?.
                            Che per? a detta di molti le tasse non le pagano...
                              ?Vanno certamente messi in riga. Per?, stando alle indiscrezione, su questa categoria rischiano di scaricarsi sia l’adeguamento degli studi di settore che ? assolutamente sacrosanto, sia l’aumento dei contributi sulle pensioni che quello dei contributi per gli apprendisti. Tre cose assieme sono troppe: oggettivamente rischia di essere una cosa insostenibile. Un conto ? far pagare le tasse giuste e un conto ? infierire?.
                                Si parla di aumentare le aliquote.
                                  ?Portare l’aliquota massima al 45% sarebbe una scelta puramente ideologica, una bandierina che non produrrebbe risultati. Ed in pi?, anche questo, rappresenterebbe un segnale fortissimo di squilibrio?.
                                    Anche gli enti locali sono finiti nel mirino dei tagli.
                                      ?Io per? distinguerei. Tagliare in modo indiscriminato i trasferimenti ai Comuni, realt? che hanno la responsabilit? di molti servizi essenziali (comprese le scuole materne), sarebbe un errore. Mentre noto che le Regioni, che sono pi? forti politicamente, probabilmente verranno trattate con maggior riguardo. Anche questa ? un’operazione che sta suscitando molte proteste, non solo all’interno della Margherita, e che trovo altrettanto dannosa?.
                                        Osservazioni sul pacchetto-sviluppo?
                                          ?Il taglio del cuneo fiscale va bene, ma sul Mezzogiorno le indicazioni sono ancora troppo vaghe: serve qualcosa in pi?, altrimenti finiremo per avvantaggiare soprattutto le aree del Nord e questo, anche per me che sono veneto, non ? accettabile?.