Pagina 2 FINANZIARIA 2005 - SMONTATO UNO DEI CAVALLI DI BATTAGLIA DEL CENTRODESTRA. «LA CRISI DELL’ECONOMIA NON C’ENTRA CON GLI ATTACCHI A NEW YORK, È STRUTTURALE» Non c’è niente da fare. L’economia europea stenta e l’Italia «continua a crescere meno dell’Europa». Eppure non è sempre andata così: «fino a vent’anni fa accadeva il contrario». Giulio Tremonti torna in aula da ministro per la Finanziaria ma vuole parlare soprattutto d’altro. Delle cause «strutturali e non congiunturali, remote e profonde» che affliggono la crescita. Ragioni da ricercare «dalle parti della Cina e dell’euro», «straordinariamente positivo» per consolidare il debito pubblico, ma che nella transizione ha prodotto effetti «non irrilevanti» sulla nostra competitività. Colpa anche delle «controriforme» del centrosinistra, ovvero «l'Irap e le rendite finanziarie». Tremonti invece fa pubblica ammenda su uno degli argomenti usati in passato: «Ci ho riflettuto a lungo: l’undici settembre non c'entrava». In attesa di «un programma europeo» per tornare a tassi di crescita sostenuti, Tremonti considera comunque «plausibile» che il Pil riprenda a salire nella seconda metà dell'anno e per tutto il 2006. Per sostenerlo il governo ha messo a punto una Finanziaria «responsabile» e «non elettorale», «strutturale», incentrata su «sanità, sicurezza e Sud». Una manovra con al suo interno «molte riforme»: «quella del Tfr» (la relazione tecnica stanzia 154 milioni per il 2006, ndr), «quella dei distretti industriali», «quella sul contrasto all'evasione fiscale» e poi «il cinque per mille al volontariato e alla ricerca» e «la Banca per il Sud». Il Mezzogiorno è «l'unica area d'Europa a non avere una propria banca». I fondi aumentano «ma è come versare acqua su un terreno arido. Forse l'anello mancante è proprio una banca». |
"Finanziaria" Tremonti sfata il teorema dell’11 settembre
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021