Pagina 5 - Primo Piano Sconti ai dipendenti ROMA Le aliquote e la riforma. Il secondo modulo aveva cancellato un’aliquota. Fino al 2004 era al 23% per i redditi fino a 15mila euro, la seconda aliquota era al 29%, poi 31, 39 e 45% per chi guadagnava oltre settantamila euro all’anno. La riforma Berlusconi-Siniscalco, oggi in vigore, prevede il 23, 33, 39 e 43%. Quest’ultima solo per chi dichiara pi? di centomila euro all’anno. Un italiano su 150. Nella maggioranza non c’? ancora una decisione definitiva sul ?se? e il ?come? della riforma. Visco aveva lanciato l’idea di una prima aliquota al 20%, ma in sede tecnica hanno capito che si tratta di un’opzione costosissima. L’aliquota dovrebbe rimanere al 23%, ma probabilmente cambieranno gli scaglioni di reddito. Oggi lo scaglione successivo ? la 33% per chi guadagna fina a 33 mila e 500 euro. Dovrebbe rimanere invariata l’aliquota massima: Rifondazione Comunista aveva chiesto di tornare al 45% a partire da settantamila euro, nel governo sembra prevalere l’opzione intermedia: lasciare l’aliquota attuale tornando indietro sulla soglia: pagher? il 43% chi guadagna da 70mila euro in su. L’aumento delle tasse sui redditi pi? alti promette di abbassare quelle sui medio-bassi: una delle ipotesi di rimodulazione della curva Irpef costerebbe ai pi? ricchi fino a cento euro medi in pi? al mese. Un calcolo da prendere con le molle. Berlusconi promise un abbassamento generalizzato, a conti fatti per alcune (limitate) fasce di reddito con figli a carico ci fu persino un (seppur lieve) aggravio. Secondo alcuni - come il presidente Ds della Commissione Finanze Giorgio Benvenuto - l’ultimo modulo di riforma ?? stato finanziato a favore dei pi? ricchi con il prelievo sui redditi pi? bassi?. |
"Finanziaria" Sopra i 70 mila euro tasse più elevate
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021