marted? 21 novembre 2006

    Pagina 12 - Economia & Lavoro


    Le interviste
    Giancarlo Sangalli: Il segretario generale della Cna non vede cambiamenti significativi
      ?Per noi artigiani
      c’? una stangata
      di sei miliardi?

      di Felicia Masocco/ Roma

      ?Non vediamo sviluppo, solo conti, solo tasse. Cos? non va, la maggioranza cambi la Finanziaria dia una strategia al paese e ci dica quale ruolo pensa debbano avere le piccole e medie imprese?. ?Siamo disponibili al dialogo, ma senza questo chiarimento - ammonisce il segretario generale della Cna, Gian Carlo Sangalli - il nostro consenso non ci sar?.

      La Cna ? mobilitata, state tenendo assemblee in tutta Italia. Che cosa lamentano gli artigiani?
        ?Le nostre assemblee servono ad informare gli iscritti e a fare pressione sui parlamentari perch? siamo convinti che il Senato possa ancora cambiare le cose. Per il nostro mondo questa manovra ? pesantissima. Per artigiani e commercianti la pressione fiscale e contributiva aumenta di 6 miliardi di euro. Per i soli artigiani l’aumento dei contributi previdenziali ? di 1 miliardo e 400 milioni nel 2007 e di 1 miliardo e 700 milioni nel 2008?.

        Per? beneficerete della riduzione del costo del lavoro.
          ?Solo le imprese che hanno dai sei dipendenti in su. Per quelle che hanno un solo addetto i benefici del cuneo sono azzerati, quelle che ne hanno due hanno vantaggi dimezzati e cos? a salire. pensare che il 94,9% delle imprese in Italia ha meno di 10 addetti. Insomma, fisco pi? pesante scarsi vantaggi con l’intervento sul cuneo?.

          Pare per? di capire che non sia il cuneo la questione che pi? vi preme. Che dite degli studi di settore?
            ?Gli studi di settore sono alla base del rapporto tra Stato e lavoratori autonomi, diciamo no a qualsivoglia automatismo. Possono essere aggiornati, siamo disponibili a parlarne, ma valutando settore per settore altrimenti si avranno dei risultati paradossali, con settori in crisi che pagheranno pi? di quelli in buona salute. Cos? non va, deve essere corretto?.

            Segretario, il fatto ? che anche nel settore che lei rappresenta va contrastata l’evasione, fiscale e contributiva...
              ?Nelle nostre assemblee si parla anche di questo visto che la categoria ? sotto attacco da mesi. Io tra gli evasori metto quei lavoratori dipendenti che il pomeriggio fanno il doppio lavoro totalmente sconosciuto al fisco, ci metto l’economia sommersa e anche quei settori con rapporti pi? diretti con il consumo che hanno approfittato dell’ipervalutazione dell’euro. Chi lavora nel mercato della produzione, per conto terzi - e tra noi ce ne sono moltissimi - non ha alcuna possibilit? di evadere il fisco. Nelle costruzioni le deduzioni previste hanno fatto emergere moltissima evasione. Questo ci dice che la via ? quella di rendere conveniente la dichiarazione di una transazione, e quella di abbassare le tasse: oggi sul lavoro autonomo fisco e contributi pesano per il 70% contro il 47% della media Ocse?.

              La politica fiscale ? un tratto distintivo di questa manovra, e per il governo ? nel segno dell’equit?.
                ?La politica fiscale non pu? essere ideologica, altrimenti il paese si spacca tra autonomi e dipendenti, statali e privati, onesti e disonesti. Il nostro timore ? che questa spaccatura diventi sempre pi? profonda e non si rinsaldi pi?.