Pagina 5 - inserto economico Il deficit si riduce ma in realt? la spesa pubblica aumenta. E aumentando i contributi si rischia d’inquinare la discussione sull’et? pensionabile Per capire, occorre non perdere di vista due grandezze fondamentali. Quella del saldo netto da finanziare e quella dell'indebitamento. La prima, nella costruzione barocca delle procedure parlamentari, ? scritta sulle tavole della legge. Rappresenta cio? il saldo da cui non ? possibile derogare, indicato nell'articolo 1. Votato all'inizio della discussione, per evitare possibili sfondamenti dai successivi emendamenti, che sono ammessi solo se non comportano ulteriori spese. La seconda cifra ? invece misteriosa. Il risultato di stime, eseguite dalla Ragioneria generale, sulla base di principi concordati sotto l'occhiuta vigilanza di Eurostat. Logica vorrebbe che tra queste due grandezze vi fosse una convergenza, seppure tendenziale. Come sempre ? avvenuto. Sempre: ma non questa volta. I saldi della finanziaria ci dicono infatti che mentre l'indebitamento si riduce di 14,5 miliardi, secondo i calcoli dell'Ufficio del bilancio, contribuendo cos? ad un'effettiva correzione nel segno di Maastricht; il saldo netto da finanziare peggiora di ben 26,4 miliardi di euro. Insomma con una mano si riduce il deficit, con l'altra si aumenta, in una prospettiva decisamente schizofrenica. Situazione inquietante. Lo ? maggiormente se si considera che, per la prima volta dopo lunghi anni, il bilancio dello Stato, prima della manovra presentata da Padoa-Schioppa, presentava non un deficit, ma un surplus di circa 4 miliardi. Merito soprattutto dell'aumento spontaneo delle entrate e, sebbene in misura di gran lunga inferiore, del decreto legge Visco-Bersani che avevano portato nelle casse dello Stato circa 30 miliardi. Come giustificare la schizofrenia? Ridotta all'osso, la spiegazione ? semplice. Il governo aumenta la sua capacit? di spesa, mentre scarica il costo del risanamento al di fuori del suo perimetro d'azione. Lo fa alimentando mille rivoli (dal cinema, alle palestre, ai frigoriferi e cos? via) necessari soprattutto per sostenere l'azione di ciascun ministro. Il quale ha le sue belle beghe da pelare con segmenti del proprio elettorato, che richiedono almeno di avere qualcosa di sinistra. Si spiegano cos? le mille stravaganze messe in luce da un economista come Roberto Perotti, che non pu? essere certo accusato di collusione con il nemico. Perch? facente parte di quella schiera di “economisti indipendenti” contro cui si abbattono gli strali di Eugenio Scalfari. Il risultato di questa scelta rischia di essere devastante. Tra il '96 ed il 2004 la spesa delle amministrazioni centrali, seppur con alti e bassi, era diminuita di circa 2 punti di Pil, mentre quella degli enti locali era cresciuta di 2,7. Oggi la manovra rischia di invertire questa tendenza e di sommare alle maggiori spese di Regioni, Province e Comuni, quella dello Stato centrale. |
"Finanziaria" La schizofrenia dei numeri nasconde la verità
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021