intervista GIORGIO LEVI Distribuire una ricchezza inesistente sarà molto dannoso. L’obiettivo non può che essere il rilancio delle grandi imprese per far uscire dalla crescita zero il Paese e ricostruire un tessuto industriale forte. Una legge Finanziaria per far rientrare l’Italia nella competizione europea. La ricetta di Gian Maria Gros-Pietro riprende le linee del Piano Triennale varato dal ministro delle Attività Produttive Scajola. «Facciamo fatica - spiega Gros-Pietro - a metterci in corsa in un quadro economico mondiale che viaggia ad un ritmo di sviluppo senza precedenti». Aumenti delle pensioni minime, sostegno alla disoccupazione nella nuova Finanziaria che si va configurando il sostegno allo sviluppo sembra che resti in secondo piano. E’ una Finanziaria elettorale? Nella bozza della Finanziaria sono previsti tagli all’Irap per gli imprenditori che investono al Sud, non è sufficiente? «No, che non lo è. Qui è l’intero Paese, anche il Nord, che necessità di essere sostenuto. Noi abbiamo un sistema fiscale strambo che prevede che si paghi un’imposta che è già nel prodotto. Cioè una tassa che paga chi produce, non chi acquista. Dalla quale è esente, ovviamente, la merce che arriva dall’estero». Un’altra Irap, dunque. Ma lei pensa non solo che sia fattibile, ma nemmeno pensabile una Finanziaria che contenga capitoli così forti ? «La Francia ha varato un progetto per l’innovazione da 50 miliardi di euro». Impensabile. Se dovesse inserire due punti chiave di una Finanziaria che guardasse al rilancio delle imprese che cosa sarebbe irrinunciabile per lei? Crede che sarà possibile? |
"Finanziaria" Gros-Pietro: non c’è competitività
di Admin
mercoledì 27 ottobre 2021