domenica 8 ottobre 2006
      Pagina 2 - Economia

      IL CONVEGNO IL LEADER DEGLI IMPRENDITORI: ?DI FRONTE A UNA MANOVRA CHE CI PREOCCUPA DOBBIAMO ESSERE PROPOSITIVI. LA LOGICA DELLA PIAZZA NON CI APPARTIENE?

      Confindustria, niente sconti al governo
        Montezemolo attacca su Tfr, Irap e nuove tasse. Ma poi spezza una lancia per il dialogo

        Paolo Baroni
        inviato a CAPRI

        Confindustria non fa sconti al governo e tiene il punto sulla Finanziaria. Ma Capri non ? Vicenza. Al convegno dei giovani industriali nessuna sollevazione, nessuna rivolta: al ministro dell'Economia Padoa-Schioppa non viene risparmiata qualche contestazione, ma nulla di drammatico. La prima punzecchiatura gli arriva dal presidente di Federmeccanica, il vicentino Massimo Calearo: ?Dovete imparare a comunicare meglio, altrimenti ci spaventate e basta. Quello che c'era prima di voi (Berlusconi - ndr) vendeva i gelati al Polo, voi invece non sapete vendere niente. Cercate di imparare qualcosa...?.

        Mai come quest'anno la sintonia tra i Giovani e la Confindustria ? stata tanto forte. ?E non si dica che ho militarizzato la platea?, afferma il padrone di casa Matteo Colaninno, alla fine soddisfatto per la qualit? del confronto. ?Non dobbiamo dividerci - ha esortato il presidente Luca Cordero di Montezemolo - impediamo che cerchi di dividerci la politica. Qualsiasi politica. Per quanto ci riguarda la capacit? di rappresentanza deve tenere insieme tutti, grandi e piccoli?. A suo parere ?sembrava che in queste ore dovesse esserci il carosello o il Far west, era attesa qui una specie di campagna elettorale? che poi non si ? concretizzata.

        Il confronto a tratti ? stato anche duro, ma tra gli imprenditori prevale la voglia di dialogare. ?Di fronte ad una manovra che ci preoccupa - ha spiegato Montezemolo - dobbiamo essere propositivi. La logica della piazza, dello sfogo, non ci appartiene. Dunque non scioperiamo. Gli imprenditori italiani ragionano con la testa e non con la pancia?. E quindi, analizzando la Finanziaria, ha innanzitutto confermato il suo apprezzamento per il taglio del cuneo (?una riduzione di 3 punti dei nostri costi non l'abbiamo mai vista?). Per? questa manovra ?non convince per lo scarso coraggio nelle riduzioni di spesa, per le tasse che introduce (a cominciare dalle successioni), e per quelle che rischiano di arrivare dagli enti locali. Ma non ci piace soprattutto per il trasferimento forzoso di una quota del Tfr dalle imprese allo Stato?. Secondo il presidente di Confindustria ?? un provvedimento ingiusto e sbagliato, che rischia di incidere pesantemente sulla struttura patrimoniale di molte imprese?. Pollice verso anche nei confronti dell'Irap (?una tassa scandalosa?) e dell'assunzione di 150 mila precari, ?quando nella scuola i docenti sono gi? troppi?.

        Come per le grandi questioni economiche Montezemolo ieri ? tornato a sollecitare un'intesa bipartisan anche per le riforme, dalla legge elettorale (che si vorrebbe maggioritaria a doppio turno) al superamento dell'attuale bicameralismo, sino alla creazione di macro-regioni, all'accorpamento dei comuni pi? piccoli e all'abolizione delle province. A suo parere, al tavolo dei volonterosi ?deve affiancarsi il "tavolo dei decisori", coloro che per ruolo politico e istituzionale hanno la possibilit? di modificare la manovra, inserendo quegli elementi strutturali che mancano e che sono necessari?. Ma le imprese guarderebbero con favore ?all'idea di un "tavolo dei riformisti" in cui "volenterosi" e "decisori" potessero superare costruttivamente le differenze e le diffidenze tra maggioranza e opposizione?. E a questo tavolo Confindustria sarebbe disposta a sedersi con spirito costruttivo non per ?un ritorno al consociativismo, perch? noi - ha rimarcato Montezemolo - non teniamo l'inciucio, ma per varare quelle riforme che servono al paese. La carica distruttiva che deriva dalla contrapposizione aprioristica e permanente del bipolarismo all'italiana - ha poi aggiunto - ? tale che preferiamo correre questo rischio piuttosto che continuare a vedere le nostre imprese e il paese vittime di questo assurdo teatro di guerra che ? la politica?.

        L'incontro di Capri ? servito anche per ribadire con forza il ruolo delle imprese nella battaglia per il recupero di competitivit? del Paese. Devono per? tornare al centro di ogni scelta ed essere messe nelle condizioni di correre. Montezemolo ha anche voluto sferzare la platea: ?Vedo il rischio di un Paese che si sente ricco e che per questo si ferma, si ripiega su se stesso, si concentra su consumo e rendita. Un Paese che preferisce la vita tranquilla alle sfide, che si siede invece di competere?. E quindi rivolto direttamente ai presenti ha ricordato che ?correre sui mercati internazionali ? un compito su cui i giovani devono essere in prima fila?, non devono aver paura delle sfide, men che meno devono accontentarsi di vivere coi soldi ereditati dai genitori. ?Non va bene, sarebbe troppo facile?.