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luned? 9 ottobre 2006
Pagina 7 - Economia
l?intervista
?Anche i redditi da 30000 euro con questa manovra rischiano?
Cofferati: basta demagogia, il governo insegue il radicalismo
Parla il sindaco di Bologna, alla vigilia del vertice degli enti locali con il premier Prodi Sulla ricchezza discus-sione surreale. La Finanziaria ? tutta sul ceto medio produttivo e sul lavoro dipendente Rotture pericolose tra un ipotetico centro virtuoso e una periferia costretta ad aumentare tasse o tagliare servizi
LUCIANO NIGRO
BOLOGNA - ?E? un errore politico della coalizione? per Sergio Cofferati questa Finanziaria che ?fa quadrare il cerchio scaricando tutto sui Comuni?. Anzi, un doppio errore perch? ?insegue la demagogia della sinistra radicale, di chi dice togliamo ai ricchi per dare ai poveri, mentre a pagare sono soprattutto il ceto medio produttivo e il lavoro dipendente?. Non ha cambiato idea il Cinese. Era stato il pi? tagliente tra i sindaci nel contestare una manovra che affida al governo il ruolo di Robin Hood e trasforma i Comuni in sceriffi di Nottingham, (?Dicono di difendere i pi? poveri e costringono noi a penalizzarli?, aveva detto). E conferma le sue critiche alla vigilia dell?assemblea di Confindustria Bologna, dove oggi vedr? il concittadino Romano Prodi, e del vertice di domani a Roma con i sindaci.
Non ? soddisfatto delle aperture del governo?
?L?incontro di marted? ? un segno di attenzione verso le opinioni espresse da tutti i sindaci. Bisogna andarci con disponibilit?, ma non credo che tutto si possa aggiustare con un?operazione di maquillage. Servono correzioni robuste?.
Lei non contesta solo gli effetti sui comuni, ma la stessa filosofia della finanziaria: perch??
?Per due ragioni. La prima ? che il ministro dell?Economia ha scelto di caricare oneri sui comuni, peggiorando persino le condizioni di partenza. Se si fa riferimento al Dpef e al primo schema di Finanziaria ci si rende conto che ha cercato punti di equilibrio con tutti tranne che con i comuni?.
E la seconda ragione?
?La scelta comunicativa che peggiora le cose. Quella sulla ricchezza ? una discussione surreale e pericolosa. La Finanziaria tocca tutti i redditi tra i 40 e i 100 mila euro, quindi anche settori che ricchi non sono e non sono mai stati. E non chiede nulla in pi? ai veri ricchi. A ben guardare la manovra ? tutta sul ceto medio produttivo e sul lavoro dipendente, cio? sui soggetti pi? leali con il fisco. E il vantaggio apparente dei redditi medi lo paga il ceto medio produttivo?.
Perch? apparente?
?Quando i comuni saranno costretti a imporre nuove tasse o a tagliare servizi essenziali si scoprir? che il sacrificio pu? superare il vantaggio di cui godono i redditi sotto i 40 mila euro. E la somma algebrica rischia di essere negativa persino per chi si trova a quota 30 mila?.
Davvero teme di fare lo sceriffo?
?Questa situazione rischia di produrre rotture pericolose tra un ipotetico centro nazionale virtuoso e una periferia costretta ad aumentare le tasse o a ridurre servizi. L?uno e l?altro intervento a danno delle persone che dicono di aver difeso. E? questo che non va?.
Che cosa si doveva fare?
?Dire la verit? al paese. Una volta chiarito che la situazione ereditata ? pesante e che ci aspetta un periodo di difficolt?, occorre la partecipazione di tutti: il costo maggiore va assegnato a chi ha di pi?, ma tutti devono contribuire. Un messaggio che deve venire dall?intera coalizione, con identica responsabilit?.
Troppo alto il prezzo pagato a Bertinotti e alla sinistra radicale?
?L?impianto e la pratica comunicativa sposano un profilo demagogico, sbagliato e controproducente?.
E? questo il suo contributo al nascente Partito Democratico?
?Sono due cose del tutto diverse. E? evidente che il riformismo non ha niente a che spartire con la demagogia e in una coalizione le forze riformiste non se ne devono far condizionare?.
Visco le chiede di assumersi le sue responsabilit?, senza negare che la situazione ? difficile.
?Proprio perch? lo ?, bisogna dire la verit? anche ai redditi medio-bassi, senza illudere una parte del paese?.
I comuni, insiste Visco, hanno diversi strumenti, non solo le tasse.
?La Finanziaria ci d? l?addizionale Irpef, l?Ici, la tassa di soggiorno...?
Non ci sono sprechi da tagliare?
?Tutti i risparmi possibili sono gi? stati messi in atto?.
Che cosa chiede al governo?
?Far sparire norme demagogiche sulle aziende pubbliche e modificare il punto sull?indebitamento perch? a quei valori i sindaci non possono pi? fare investimenti. E poi ridurre il taglio di risorse destinate ai comuni, offrendo in cambio la compartecipazione all?Irpef, cio? il federalismo fiscale, gi? da quest?anno?.
Ci crede davvero?
?Non ? questione che si risolve con qualche aggiustamento. Mi rendo conto che ? difficile, ma la cruna dell?ago ? quella. Una rottura tra centro e periferia non ce la possiamo permettere?.
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